pubblicato da La Nuova Sardegna il 18 maggio 2004
Cemento all’assalto del parco
Ma nella zona la sanatoria non si può applicare
CAGLIARI. Ancora cemento all’assalto del Molentargius: camion pieni di sabbia che circolano nelle stradine intorno all’area umida, operai al lavoro nelle case in riva allo stagno e terreni passati da un proprietario all’altro, forse il preludio all’apertura di nuovi cantieri. La denuncia arriva dall’Associazione per il parco Molentargius Saline ed è già stata girata all’assessorato regionale alla Difesa dell’ambiente: un invito a tenere gli occhi aperti per evitare di ritrovarsi con una nuova villetta nel parco. I presunti abusi edilizi sono stati segnalati negli ultimi dieci giorni all’associazione ambientalista: la zona è quella di Is Arenas, tra Cagliari e Quartu. ‹‹Ci segnalano - dice Vincenzo Tiana, presidente dell’associazione per il Parco Saline Molentargius - lavori in corso un po’ dappertutto. Abbiamo paura che qualcuno voglia sfruttare l’occasione del condono edilizio, tra l’altro non applicabile al parco del Molentargius, per sanare tutto: non vorremmo che, qualcuno, in campagna elettorale abbia promesso quello che non poteva promettere››. Nella nota, gli ambientalisti chiedono subito un sopralluogo e, qualora fossero scoperti dei cantieri, l’immediato stop ai lavori. Parco, dunque, in balia di chiunque e, come sempre, terra di nessuno. ‹‹Siamo in continua emergenza - attacca Tiana - ogni giorno ce n’è una. Lo ripetiamo da sempre: per non perdere questo patrimonio che la natura ci ha regalato c’è bisogno di un organismo che gestisca il parco››. Un appello lanciato già un paio di volte solo nelle ultime due settimane. ‹‹L’ecosistema è a rischio - aveva detto il presidente dell’associazione per il parco Molentargius Saline subito dopo la scoperta dei volontari della Paff (protezione ambiente flora e fauna) di nuove discariche e di una decina di auto abbandonate all’interno dell’area umida - se non si interviene subito c’è il pericolo di un disastro ecologico››. La zona di Medau Su Cramu- IsArenas è la preferita dagli abusivisti. Eppure fa parte del parco naturale regionale ‹‹Molentargius - Saline›› ed è dentro il sito di importanza comunitaria ‹‹Molentargius e territori limitrofi››. Aree su cui non si può costruire: lo dice anche il piano paesistico ‹‹Molentargius - Monte Urpinu››. Secondo i dati raccolti due anni fa dall’associazione ambientalista Gruppo d’intervento giuridico il comune di Quartu aveva comunicato l’esistenza, proprio tra Is Arenas e Medau Su Cramu, di otto concessioni edilizie in sanatoria per oltre cinquemila metri cubi e di quattro dinieghi. Raccolti anche i dati del comune di Cagliari: nessuna concessione edilizia in sanatorie e otto dinieghi. Sia Quartu che Cagliari comunicavano però anche che in sospeso c’erano oltre centosettanta casi, in attesa del responso definitivo dell’assessorato ai beni culturali. Totale, dunque, secondo gli ultimi dati ufficiali raccolti dagli ambientalisti: centottantaquattro casi di abusivismo edilizio di cui dodici già dichiarati insanabili. Nonostante, però, decine di esposti e denunce, anche in sede penale non ci sono mai stati né acquisizione al patrimonio comunale e neppure demolizioni. Una storia che va avanti da anni e che sembrava terminata nel 1999 con la istituzione con legge regionale del parco Molentargius Saline. Da allora è cambiato poco o nulla: la legge prevede un organismo di gestione che però non è mai stato realizzato. Anche per le continui liti tra enti (l’ultima tra Provincia da una parte e tandem Cagliari-Quartu dall’altra) e per i tentennamenti della Regione.
di Stefano Ambu