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pubblicato da L'Unione Sarda il 18 aprile 2002

"Devastata anche la pineta"


Zirone e l'ecoterrorismo, il Gruppo giuridico annuncia: lo quereliamo

Gli ambientalisti in rivolta per la situazione creata dal ripascimento al Poetto. Uno degli allarmi proviene da Legambiente: "Per ricostruire il cordone dunale, fra il Margine Rosso e la Bussola, le ruspe hanno effettuato uno scavo nella fascia di terreno della pineta, per una profondità di 50 centimetri". Lo ha segnalato Vincenzo Tiana, che parla di "una depressione artificiale a ridosso della vegetazione che si era faticosamente salvata e che viene ulteriormente sottoposta a stress". Il presidente di Legambiente sollecita controlli sulla correttezza delle operazioni e garanzie sulla tutela di quel che resta della pineta.
Nel frattempo il Wwf chiede un chiarimento immediato al presidente della Provincia: "Sandro Balletto deve rispondere alle domande sulla sabbia nera". Gli ambientalisti ormai sono certi che qualcosa non sia andato per il verso giusto: forse la fretta avuta durante i lavori, un campionamento della sabbia sbagliato, una tecnica non giusta. L'associazione vorrebbe sapere la verità. Secondo gli esperti del Wwf è impossibile che la nuova sabbia diventi in breve tempo uguale a quelle originaria.
Per questo, su richiesta del gruppo ambientalista, gli esperti che hanno effettuato l'indagine sulla qualità delle sabbie di ripascimento stanno studiando la possibilità di un intervento correttivo. Così, "se questo piano di correzione fosse richiesto, potrebbe essere sottoposto all'attenzione della Provincia, della Regione e di tutti quelli coinvolti nel progetto di "rinaturalizzazione" della spiaggia cittadina". Il Wwf offre aiuto. "Ma per intervenire vogliamo sapere come sono affettivamente andati i lavori del ripascimento. E per questo aspettiamo le risposte da Balletto".
Il Gruppo d'intervento giuridico e gli Amici della Terra, invece vogliono chiarimenti da Renzo Zirone, l'assessore provinciale che ha curato il progetto del ripascimento. "Dopo il ritrovamento del secondo proiettile in mezzo alla sabbia nera", sostengono gli ambientalisti, Zirone parla di "ecoterroristi". Se intende continuare con questa generale quanto assurda opera infangatrice una bella "ecoquerela" non gliela toglie nessuno", spiega il presidente Stefano Deliperi.