Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 18 marzo 2005

Ora la costituzione del Consorzio


Dopo il sì del Comune l’area protetta può diventare finalmente operante
CAGLIARI. Ora il parco di Molentargius è una realtà. Plauso da pare dell’assessore regionale all’Ambiente Tonino Dessì per il voto favorevole del consiglio comunale per lo statuto del Consorzio di gestione del parco di Molentargius. «Nell’esprimere la mia soddisfazione per questa manifestazione di sensibilità e di responsabilità dell’assemblea civica del capoluogo - precisa in un comunicato l’assessore - rivolgo un sincero ringraziamento al sindaco di Cagliari e a tutti i consiglieri dei gruppi di maggioranza e di minoranza». Il prossimo appuntamento è ora quello della costituzione pratica del Consorzio, «cui occorrerà procedere - continua Dessì - nelle forme da concordare, insieme ai rappresentanti dei comuni di Cagliari, Quartu, Quartucciu e Selargius» e e, «auspicabilmente, al presidente della Provincia di Cagliari». I Comuni interessati hanno già dato il loro assenso (Quartu e Quartucciu tramite i rispettivi commissari, Selargius e Cagliari attraverso il sì dei consigli comunali), ora spetta alla Provincia. Per questo motivo l’assessore regionale ha scritto ieri al presidente Sandro Balletto, rivolgendogli «un appello affinché nei tempi più brevi possibili la questione possa essere sottoposta all’esame del consiglio provinciale, nell’auspicio di un esito favorevole, tale da consentire la costituzione del Consorzio del parco con la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali previsti dalla legge regionale». Se questo non dovesse avvenire il parco verrà realizzato ugualmente come previsto dalla legge istitutiva del parco che non vincola la costituzione all’adesione di tutti gli interessati. Ieri mattina, inoltre, l’assessore Dessì e la collega di Giunta, Elisabetta Pilia (Cultura e pubblica istruzione) hanno fatto un sopralluogo a Molentargius. Li ha accompagnati il presidente regionale di Legambiente e responsabile dell’Associazione per il parco, Vincenzo Tiana. «Anche l’assessore Pilia visitando l’area protetta e le strutture di archeologia industriale - spiega Tiana - è rimasta entusiasta per la grande potenzialità che il parco presenta per Cagliari e la Sardegna: sia in termini culturali (di educazione all’ambiente), che produttivi (per le saline)». Tra le note stonate, però, sottolinea Tiana, c’è il fatto che questa mattina (‘ieri’ per chi legge - ndr) in un’area del parco ho visto un cartello in cui c’era scritto ‘vendesi, progetto di costruzione compreso’. Che cosa vuol dire questo? Che la vigilanza va continuata e, soprattutto, che qualcuno non ha perduto la voglia di urbanizzare la zona». Tiana si riferisce all’area di Medau su Cramu, circa 120 ettari di terra interna al parco dove sono state costruite circa centottanta case per un totale di quasi ottocento abitanti, con una parte di alloggi costruiti abusivamente. L’area di Molentargius è oggi un territorio su cui insistono moltissimi vincoli. Il primo («come zona a verde») fu voluto da Mandolesi e inserito nel piano regoaltore di 43 anni fa, come ricordato l’altro ieri dall’urbanista-rettore-consigliere comunale Pasquale Mistretta. Poi vi fu il piano paesistico regionale del 1979 che per un errore formale (fu pubblicato nel Buras e non nella Gazzetta Ufficiale) divenne esecutivo solo nel 1993. Il che significa che sono totalmente insanabili tutte le abitazioni costruite successivamente al ’93, tra le precedenti alcune sono ‘recuperabii’, altre no. L’altro ieri in consiglio comunale, alcuni consiglieri di Forza Italia hanno espresso timori per gli abitanti di Medau su Cramu, affermando anche che, «sì, qualcuno ha costruito abusivamente, ma in altre parti della città gli abusivi sono stati sanati». D’accordo, «a Cagliari c’era Barracca Manna - continua Tiana - ma lì non c’erano gli strumenti paesistici di Molentargius e non era certamente un’area di grande pregio». Ora i passaggi saranno l’approvazione dello statuto da parte del consiglio provinciale. «In ogni caso - sottolinea l’assesore Dessì - il sì andrà dato entro tempi accettabili». Poi vi sarà l’insediamento del consiglio del Consorzio (i sindaci più la Provincia) e l’elezione del presidente (un componente del consiglio), poi quella del direttore del parco (un tecnico) e, successivamente, l’adozine del piano del parco (il piano regolatore dell’area) e del piano di gestione, sottoposti all’approvazione della Regione.
di Roberto Paracchini