Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 18 gennaio 2006

Elicotteri per la caccia ai cani


Molentargius Ieri il vertice con le forze dell'ordine, la magistratura indaga sulla strage di randagi

Se guerra dev'essere, che guerra sia: per catturare i cani randagi, nel parco di Molentargius sono pronti a entrare in azione gli elicotteri. È stato deciso ieri mattina, nel corso di un vertice in Prefettura con il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, durante il quale è emerso anche che è in corso un'inchiesta della magistratura per l'uccisione di trenta cani. In Procura c'è un fascicolo aperto sul massacro degli animali sgozzati e gettati in una fossa: per ora è contro ignoti, sulla base di un esposto presentato da testimoni. il pianoNella riunione col prefetto Efisio Orrù, alla quale oltre alle forze dell'ordine ha preso parte il sindaco e presidente del Parco Gigi Ruggeri, si è concordato il piano d'azione nel Molentargius. Si cercano soluzioni dopo la strage di pecore dilaniate la settimana scorsa da un branco di randagi in un ovile in via Don Giordi, e dopo l'uccisione di decine di cani. Una serie di episodi che ha fatto esplodere malumori tra gli animalisti e i pastori, accusati di essere i responsabili della morte dei cani (ma gli allevatori negano con decisione). Per evitare pericolose tensioni sociali, scatterà la cattura immediata dei randagi presenti nell'area umida con l'ausilio, se necessario, anche degli elicotteri delle forze dell'ordine messi a disposizione dalla Prefettura. il sindaco«Abbiamo messo a punto le modalità di intervento per la cattura rapida dei cani randagi», spiega Gigi Ruggeri, «un'operazione che sarà svolta con le forze dell'ordine e la collaborazione dell'Asl. I nostri vigili hanno già iniziato gli appostamenti notturni per stanare gli animali. È un atto necessario per rimettere le cose a posto nel Parco». Dopo la cattura, i cani saranno dirottati nei diversi canili. «Purtroppo», aggiunge Ruggeri, «quello comunale di Sa Serrixedda ha solo duecento posti, pressoché tutti occupati. Saranno utilizzati gli altri canili, a cominciare da Shardana, che si occuperà del servizio di accalappiacani. In futuro», promette il sindaco, «avremo un nuovo canile che potrà accogliere i randagi: abbiamo già previsto l'investimento di un milione di euro». censimentoContemporaneamente alla cattura, partiranno il censimento di tutti i cani (compresi quelli di proprietà) presenti nell'area umida e l'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina. Contributo importante alla sorveglianza sarà dato dalla Forestale, che avrà presto una caserma fissa nel Molentargius. i controlliPer intensificare i controlli, il prefetto ha dato poi ampio raggio d'azione alle Polizie municipali dei vari Comuni. Cadono i confini territoriali: i vigili di Quartu potranno intervenire nel territorio di Cagliari e viceversa. Compiti e modalità di azione saranno definiti nella riunione fissata per venerdì nell'edificio 'Sali scelti' alle Saline, con i comandanti delle Polizie municipali e i Forestali. le indaginiNel frattempo vanno avanti le indagini per stanare l'autore della barbara uccisione di trenta randagi , trovati sgozzati in via Don Giordi. L'inchiesta penale in corso è per ora contro ignoti, ma carabinieri e polizia sembrano essere a un passo dall'identificare i colpevoli. Le novità sul Molentargius non finiscono qui. Si lavora per garantire la vigilanza agli accessi, dai quali oggi entra chiunque e deposita rifiuti pesanti, incendia le casette per l'avvistamento degli uccelli e rovina le piante. Il piano d'azione prevede l'accesso in auto solo per i residenti, l'istituzione del limite di velocità a venti chilometri orari e un sistema di videosorveglianza. «Stiamo aspettando il finanziamento regionale per attivarlo», conclude il sindaco, «le telecamere saranno in grado di riprendere le targhe per consentire la circolazione nel parco solo alle auto dei residenti. Vogliamo impedire che le strade del Molentargius siano utilizzate come scorciatoia per raggiungere Cagliari ed evitare di dover riparare le strade ogni sei mesi per via delle buche create dall'eccessiva mole di traffico». Fin qui le promesse. La speranza è che diventino presto realtà per far finalmente rinascere questo parco fantasma.
di Giorgia Daga