Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 18 gennaio 2004

«Molentargius, il sindaco è assente»


CAGLIARI. «Continuiamo a riempirci la bocca dello slogan di ‘Cagliari capitale del Mediterraneo’, ma nella realtà di tutti i giorni il capoluogo dell’isola si sta trasformando in un fanalino di coda, come dimostra l’ennesima questione di Molentargius in cui siamo stati sbeffeggiati dalla Provincia», denuncia Piero Comandini (Socialisti uniti). La goccia che ha fatto traboccare il vaso, continua il consigliere, «è la pesante assenza del sindaco Emilio Floris sulla questione di Molentargius dopo l’intervento della Provincia che, con una fuga in avanti, ha approvato uno statuto del consorzio di gestione del parco. E lo ha fatto proprio mentre Cagliari e Quartu stavano lavorando per smussare le differenze». Per formare il parco occorre, infatti, costituire il consorzio di gestione con gli enti interessati (Cagliari e Quartu come accennato - sui cui territori insiste la maggior parte dell’area umida - Quartucciu, Selargius e Provincia). Ma lo scoglio che sin’ora ha frenato la formazione della zona protetta è stato ed è la mancanza dello statuto, che rappresenta il passaggio (obbligato) su cui si costituisce il consorzio: lo strumento che detta le regole e i ruoli dei partecipanti. Per questi motivi, recita la legge istitutiva, lo statuto deve avere l’accordo di tutti gli enti interessati. Il che significa, visto che si tratta di enti locali, che ogni consiglio comunale, o provinciale, deve approvare lo stesso statuto. «Ma il problema di fondo - continua Comandini - non è tanto lo sgarbo istituzionale fatto dalla Provincia che in questo modo rischia di rallentare la costuzione del parco, ma il silenzio del primo cittadino. Emilio Floris per due giorni, dall’approvazione dello statuto da parte del consiglio provinciale, non ha detto parola alcuna. Solo quando c’è stata la forte protesta della commissione consiliare all’Urbanistica, è intervenuto rilasciando alcune dichiarazioni alla stampa. Ma di formale non ha fatto niente. E sono queste le cose che contano». La commissione consiliare competente per protesta, l’altro ieri, si è autosospesa. «Ma quello che ha infastidito maggiormente - sottolinea Comandini - e non solo i consiglieri dell’opposizione, è - ripeto - l’atteggiamento del sindaco che, prima sul Poetto, poi sul problema dell’edilizia scolastica, dopo sul piano urbanistico del commercio e, infine, sul parco di Molentargius lascia che siano gli altri a fare e disfare e non interviene. A che serve affermare, come dice il primo cittadino, che Cagliari deve governare il suo territorio, se poi non si muove un dito quando la Provincia interviene in modo discutibilissimo sulla spiaggia del Poetto, quando si muove autonomamente sulla questione dell’edilizia scolastica, quando vara un piano che permette la creazione di nuove città mercato e quando ci scavalca sulla questione dell’area umida più importante? Emilio Floris, al di là degli slogan, resta un sindaco che subisce passivamente. Sulla questione di Molentargius il sindaco sapeva benissimo che cosa stava capitando: se ne era parlato anche in consglio comunale. Purtroppo non siamo più ad alcuni casi isolati, questa sembra proprio la politica di Floris: sperare che i problemi li risolvano altri. Noi, come commissione, ci siamo autosospesi e tali resteremo sinchè il sindaco non riprenderà, anche a livello formale, il possesso del territorio del Comune». Anche Giandomenico Sabiu (An) non è affatto contento di come si è comportato il suo sindaco: «L’altro ieri il primo cittadino ha rilasciato alcune dichiarazioni in cui sottolineava lo strappo istituzionale con la Provincia, ma l’ha fatto perchè costretto. Se noi, come commissione, non ci fossimo ausospesi e i colleghi non fossero andati dal lui, quast’ultimo non si sarebbe mosso. Sembra quasi che sia ripartita la sfida per la Regione tra Balletto e Floris e che i silenzi e gli assensi facciano parte di questa strategia. Al di là di tutto, l’ignavia del primo cittadino è preoccupante. Cagliari ha un ruolo importante che va fatto valere, anche con atti formali ben porecisi». Netta anche la protesta di Paolo Frau (capo gruppo dei Ds), che ha stigmatizzato il comportamento della Provincia che «rischia di vanificare il lavoro delle due commissioni all’Urbanistica e ambiente di Cagliari e Quartu (nei cui territori ricade per il 99,6 per cento l’area del parco) che sono riusciti a superere le divergenze e a produrre uno statuto unitario. È a buon punto anche la discussione con Qaurtucciu, mentre con Selargius ci si deve ancora incontrare. Per questo la fuga in avanti della Provincia è stata molto grave. Il sindaco bene ha fatto a intervenire per criticare questo comportamento, anche se l’ha fatto in ritardo e dopo il nostro intervento di protesta».
di (r.p.)