pubblicato da La Nuova Sardegna il 17 dicembre 2004
«Consorzio entro gennaio o il commissario»
L’assessore regionale all’ambiente Dessì chiude le polemiche sul Molentargius
CAGLIARI. Entro gennaio si fa il consorzio per la gestione del parco di Molentargius, altrimenti arriverà il commissario: parole di Tonino Dessì, l’assessore regionale all’ambiente. E’ la fine della corsa alle poltrone, delle liti, dei conflitti di competenza, delle lungaggini e delle riunioni fra comuni e Provincia: «Spero che non sia necessario nominare un commissario - ha precisato Dessì - anche perchè a giudicare dalla disponibilità dei sindaci di Cagliari, Quartucciu e Salergius, oltre che del commissario di Quartu, l’accordo sembra possibile». Per commissariare il parco servirebbe una legge, il disegno è pronto. Dessì ha annunciato la buona novella lasciando la sala dell’hotel Mediterraneo in cui era in corso il convegno ‘Verso la rete ecologica della Sardegna’. Più che deciso, l’assessore è apparso certo: «L’attesa è finita, gennaio è il mese giusto per arrivare alla conclusione di questa vicenda. La Regione è pronta a gestire il Molentargius, se servirà una legge per ottenere l’autorizzazione a nominare un commissario la corsia preferenziale è già aperta. Ma spero davvero che non si debba arrivare a questo». Il dubbio resta comunque, perchè gli anni sono passati e ad ogni passo avanti nel negoziato fra i comuni sono corrisposti altrettanti passi indietro. La novità degli ultimi mesi è l’uscita di scena della Provincia, che inizialmente si candidava a coordinare l’area protetta. Candidatura ormai in archivio, malgrado il recente tentativo del presidente Sandro Balletto di rientrare in gioco. In una nota inviata al presidente della Regione, Balletto aveva scritto: «Nella vicenda del parco naturale di Molentargius ci troviamo davanti a una legge regionale che mortifica gli enti comunali e la Provincia. La legge impone agli enti locali la costituzione di un consorzio obbligatorio per la gestione del parco laddove invece soggetto di funzioni amministrative di coordinamento avrebbe dovuto essere, per legge, l’ente Provincia al quale non può essere assegnato il ruolo di compartecipe passivo di un consorzio dove la Provincia stessa non potrà avere il ruolo che la legge gli assegna». Nessun problema di poltrone, aveva scritto Balletto, ma solo «il riconoscimento delle funzioni amministrative attribuite dalla legge». Gli enti si erano impegnati a dare uno statuto al consorzio entro il 31 dicembre 2003. Un anno dopo non c’è traccia dello statuto. Ma al di là di equilibri e competenze, ormai il tempo è scaduto: senza lo statuto il consorzio non può funzionare e se il parco di Molentargius non verrà gestito come è necessario, in un ecosistema basato su equilibri delicati, oltre sessanta milioni di euro andranno perduti ma soprattutto si comprometterà un parco naturale dalle caratteristiche uniche. Un parco che pur essendo circondato da due città, resta l’habitat naturale di specie rarissime e delicate, che vivono al Molentargius come nelle solitudini della Camargue, nel sud della Francia, oppure agli stagni immensi e abbaglianti del nord Africa. Ma quale sarà il compito del consorzio, che dovrebbe finalmente nascere a gennaio? Niente di strabiliante: per tenere in vita l’ecosistema bisogna gestire le opere realizzate in quasi dieci anni di avvio dei lavori, un’operazione andata avanti tra fermate, polemiche tra ministero e imprese, assunzioni di responsabilità da parte della Regione. Si tratta da un lato di mantenere efficienti le opere realizzate, ma anche di non lasciar cadere la quantità di progetti che dovevano partire una volta finite le opere. Perché Molentargius deve essere anche un museo naturale frequentabile dagli studiosi e dagli studenti, deve essere punto di incontri di naturalisti e di chiunque sia interessato.