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pubblicato da L'Unione Sarda il 17 novembre 2006

Canale inquinato, a Terramaini è strage di muggini


Emergenza Un mese fa un'altra moria

Una nuova strage di pesci nel canale di Terramaini. Centinaia di muggini morti, altri agonizzanti, hanno fatto scattare ieri un nuovo allarme dopo quello d'inizio ottobre, con l'incredibile ecatombe (più di venti tonnellate) di pesci. Le cause sembrano essere ancora una volta quelle di un mese e mezzo fa: scarsa ossigenazione delle acque dei canali e sovrappopolazione. Ma per vederci chiaro la Asl 8 e gli uffici dell'assessorato all'Ambiente della Provincia, da ottobre, stanno svolgendo delle indagini per verificare eventuali scarichi inquinanti.
INDAGINI. E le irregolarità non mancano, a conferma che qualcuno usa il canale per scarichi abusivi. Le carcasse galleggianti sono apparse di prima mattina. In poche ore sono aumentate, soprattutto nella zona sotto ponte Vittorio. Pesci morti, altri agonizzanti e boccheggianti alla ricerca disperata di un po' d'ossigeno. Elemento che a volte diventa merce rara nel canale di Terramaini, causando vere e proprie stragi. «Sono fenomeni che si ripetono ciclicamente - commenta il direttore del consorzio del parco di Molentargius, Mariano Mariani - per la minor presenza di ossigeno nell'acqua. Inoltre stiamo assistendo a un vero e proprio sovrappopolamento di pesci, che contribuisce alla moria». Mariani scarta l'ipotesi inquinamento: «Le analisi fatte dalla Asl 8 - ricorda - avevano escluso cause chimiche o batteriologiche».
GLI SCARICHI. Tra gli scarichi autorizzati, ma solo in casi eccezionali, quelli del Comune che, sotto controllo, riversa nel canale parte delle acque nere e bianche in eccesso. E proprio gli scarichi di liquami sono sotto la lente d'ingrandimento di Asl e assessorato all'Ambiente della Provincia. Un'azione sinergica con un controllo a tappeto dell'intero percorso del canale di Terramaini, che va avanti da più di un mese. Si cercano scarichi abusivi. Mentre l'inchiesta prosegue, è già stata trovata un'irregolarità. Una volta che sarà concluso l'iter partiranno eventuali sanzioni amministrative. E se ci dovessero essere conseguenze penali sarà chiamata in causa anche la procura.
LE ANALISI. Le analisi sui tre prelievi, effettuate dal presidio multizonale di prevenzione della Asl in occasione dell'eccezionale moria di ottobre, confermarono che nell'acqua non c'era una sufficiente quantità d'ossigeno. Gli indici di inquinamento invece risultarono bassi. Ma pur sempre presenti. Una causa in più, insieme alla poca ossigenazione, che firma la condanna a morte di migliaia di pesci. Mentre alcune carcasse, dimenticate dall'ultima bonifica, proseguono la loro decomposizione negli argini del canale di Terramaini.

di Matteo Vercelli