pubblicato da L'Unione Sarda il 17 luglio 2004
Giù le mani dal Poetto, signor presidente
Il presidente Sandro Balletto: «è giusto che la Regione intervenga.
I documenti sotto tutti a disposizione»
Sandro Balletto non ha fatto in tempo ad occuparsene direttamente che l’assessore regionale all’Ambiente Tonino Dessì gli era già addosso: «Le sarò grato se vorrà preventivamente informarmi di ogni ulteriore iniziativa che la Provincia intendesse assumere». Nel frattempo la Regione farà «un’accurata indagine amministrativa e tecnica». Uno schiaffo istituzionale che il presidente della Provincia incassa senza fare una piega: «È giusto che la Regione intervenga». Poi, velenoso: «Finalmente». Signore e signori si riapre il caso Poetto, ammesso che fosse stato chiuso. Sbagliava di grosso chi pensava di metterci una pietra sopra allontanando l’assessore Zirone. Per capirlo basta leggere la lettera spedita da Tonino Dessì a Sandro Balletto. Il garbo istituzionale si limita al signor presidente e ai cordiali saluti , per il resto somiglia tanto a una requisitoria. Il messaggio è chiaro: ho intenzione di andare fino in fondo per capire chi ha le responsabilità del disastro. L’occasione per prendere carta e penna sono le notizie apparse sui giornali, probabilmente un certo peso l’ha avuto l’annuncio di Balletto: «D’ora in poi del Poetto me ne occupo io». Ecco, proprio di questo l’assessore regionale all’Ambiente non è affatto convinto: «Apprendo dalla stampa notizie sulla prosecuzione, da parte dell’amministrazione provinciale, di attività sul litorale. Il risultato del ripascimento realizzato dalla Provincia è stato ed è oggetto di preoccupanti valutazioni da parte di esperti, movimenti, associazioni e, soprattutto, di ampi settori della cittadinanza cagliaritana e dell’opinione pubblica regionale». Per farla breve, l’assessore chiede a Balletto di non fare un-passo-uno senza informarlo. Fin qui quello che riguarda il futuro. Quello che è successo, invece, sarà materia d’inchiesta per la Regione: «Proporrò alla Giunta regionale un’accurata indagine amministrativa e tecnica su quanto finora accaduto e una riconsiderazione delle competenze e delle forme di coordinamento tra i soggetti istituzionali coinvolti». Per chi non avesse capito: il futuro del Poetto potrebbe essere gestito direttamente dalla Regione, senza passare per la Provincia. Il presidente Balletto è fuori Cagliari, la lettera gliel’hanno letta per telefono. Premette che della vicenda si occupa direttamente da pochissimo, «due-tre giorni»: «Non abbiamo lavori in corso al Poetto. Sto facendo fare delle fotografie, ma non credo sia necessario avvvertire la Regione anche di questo. Poi trasmetterò tutto al magistrato, visto che siamo in causa con l’impresa. Se qualcuno ha sbagliato salterà la porta». Dice di essere tranquillo anche per l’indagine regionale: «Sono felice. Ce ne sono già due della Corte dei conti e della Procura della Repubblica. Siamo tutti a disposizione per fornire qualunque elemento utile. Adesso voglio un filmato subacqueo di quel tratto di costa dov’è stato fatto il ripascimento, forse si coglierà qualche dettaglio in più». Sull’aut aut della Regione: «C’è un accordo di programma che abbiamo rispettato e stiamo rispettando. Sono deciso ad andare avanti nella causa contro l’impresa. Chi ha sbagliato deve pagare». Provincia e Regione hanno lo stesso obiettivo, almeno a parole. La guerra è aperta.
di Paolo Paolini