pubblicato da La Nuova Sardegna il 17 giugno 2002
Poetto, traffico in tilt e parcheggi insufficienti
Nessun intervento di razionalizzazione viaria
Mezzi pubblici a passo d'uomo nelle ore di punta
CAGLIARI. Le bugie vengono a galla. Si era detto che il lungomare del Poetto sarebbe stato chiuso al traffico. Invece è più affollato (di auto) che mai. Dopo quindici giorni dall'apertura della stagione balneare il caos continua. Nonostante la rotonda di ingresso al poetto, nelle ore di punta, si viaggiava a passo d'uomo. Tra la prima fermata e il D'Aquila era quasi impossibile muoversi. Per trovare un parcheggio occorreva cambiare spiaggia. Eppure il progetto di intervento sul lungomare (ripascimento e nuova strada del lungosaline) prevedeva la chiusura al traffico della vecchia strada del lungomare non smantellata (la parte di Cagliari). Ma così non è stato. In queste condizoni prendere un mezzo pubblico è come dire addio al tuffo in mare. È il classico serpente che si morde la coda. Traffico caotico, mezzi pubblici rallentati al massimo. Niente di nuovo: caos come sempre. E la chiusura al traffico? Se ne parlerà il prossimo anno. Forse.
L'affluenza al mare è in aumento. Soprattutto nella prima parte del Poetto, dove la sabbia si è schiarita maggiormente, sebbene mantenga ancora una granulometria grossolana. Minore sfflusso verso Quartu dove lo smantellamento della strada non ha dato luogo, per il momento alla pista ciclabile, tanto meno a quella pedonale o alle dune, e lascia il sapore di una trincea. La Legambiente aveva lanciato l'allarme da tempo. "Pensateci subito", avevano ammonito. "Ora che il ripascimento, volenti o nolenti, è stato fatto, pensate a regolarizzare il traffico", avevano affermato gli ambientalisti. "Secondo il progetto di intervento sul lungomare - ha precisato più volte Vincnezo Tiana, presidente regionale di Legambiente - anche il tratto di strada del lungomare interno al comune di Cagliari doveva essere chiuso al traffico". Il Comune, in effetti, già nella passata consiliatura aveva parlato di un piano di pedonalizzazione, con pista ciclabile e mezzi pubblici. Ma tutto restò (e resta) fermo. A tutt'oggi non esiste un piano di trasporto per il lungomare. Tutti sono d'accordo: occorre un progetto di viabilità pubblica per il lungomare. Ma questo non c'è. Non solo: l'amministrazione non ha ancora preparato un piano del traffico per tutta la città, anche se pare - ma è da troppo tempo che lo si dice - che sia in dirittura d'arrivo. Intanto sono bastate due settimane di stagione balneare per fare sentire le difficolta e il caos del traffico. Eppure la stessa Provincia aveva commissionato un'inchiesta a un'equipe di trasportisti: per valutare il livello di accettazione del mezzo collettivo pubblico da parte dei potenziali bagnanti. Erano state intervistate duemila persone. La maggior parte si era dimostrata favorevole a rinunciare all'auto in favore del trasporto collettivo, a patto, però, di una dimunzione del tempo di percorrenza, di un aumento della frequnza, di un avvicinamento delle fermate alla propria abitazione e di una riduzione complessiva del costo dell'andata al Poetto (forme miste bus-ombrellone ecc.). Insomma le basi per iniziare c'erano. E lo si sapeva da tempo. Occorreva fare un progetto di intervento intercomunale, mettersi attonro a un tavolo col Ctm. Ma non si è fatto niente. Al prossimo anno. Forse.
Gli stabilimenti balneari e i gazebo sono ormai tutti aperti. In alcuni punti della sabbia sono stati sistemati dei passaggi in legno, per permettere a tutti, ma soprattutto ai disabili, di poter accedere alla parte avanzata della spiaggia. Unica nota positiva in un paesaggio del Poetto completamente diverso dalle cartoline di un tempo con spiaggia quasi bianca e mare cristallino. La torbidità dell'acqua è aumentata. Si dice che è un fenomeno temporaneo. Tutti lo sperano. Per il momento la limpidità non è più quella di un tempo.
Intanto sul versante della Provincia si consumano gli epigoni del ripascimento della sabbia. Le polemiche continuano per il tipo di intevento effettuato - seppure in tono minore - molte le critiche per la mancata informazione (prima del ripascimeto) su quello che è capitato poi. Il lungomare, come accennato, non è più quello di prima. "Bisogna attendere", dicono. Ma le attese sembrano diventare sempre più lunghe. Per il ripristino della situazione antecedente al ripascimento, inizialmente, si era parlato di tre mesi, poi di quattro, poi di un anno, infine di un minimo di un anno e di un massimo di cinque. Nel frattempo la città va al mare, con tono un po' grigio.
Col caos del traffico ritornano alla mente anche le simulazioni grafiche sul Poetto fatte fare dal sindaco, Emilio Floris, durante la campagna elettorale: con verde, pedoni, biciclette e atterezzature varie. Certamente i tempi sono ancora troppo brevi, ma si ha l'impressione che sul lungomare ci si muova a passo di lumaca. L'amministrazione municipale, inoltre, aveva presentato un progetto di riassetto del lungomare, anche per la spiaggia, con la predisposizione di una serie di tipologie per i baretti e i gazebo che richiamano i vecchi casotti. E questo era stato fatto tre e mezzo anni fa. Ma anche di questo progetto non si è fatto niente. Tutti dissero che quell'ipotesi - pur con alcune modifiche - andava bene. Da allora ad oggi, ogni tanto quell'idea ritorna, ma come un fantasma evocato senza convinzione, con stanchezza.
di R.P.