Parco Molentargius
Litorale Poetto Molentargius su FacebookMolentargius Rss Feeds Sito denuclearizzato
www.sitodenuclearizzato.eu

Rassegna stampa


2011    2010    2009    2008    2007    2006    2005
2004    2003    2002


pubblicato da L'Unione Sarda il 17 aprile 2002

Un'altra bomba sulla spiaggia


L'assessore Zirone accusa: «Ci sono ecoterroristi»

Bomba al Poetto. E' sono due. Questa era sotto terra, 25 centimetri oltre la sabbia delle polemiche, 25 metri a destra della rotonda del Lido per chi guarda verso il Mare. Più grossa, quasi il doppio, di quella trovata in riva al mare alla vigilia di Pasqua, ma decisamente meno pericolosa: quella era inesplosa, questa era scarica. L'allarme è scattato lo stesso: a prima vista l'ordigno della seconda guerra mondiale, appena sbeccato in punta, 250 millimetri di diametro, 58 centimetri di lunghezza, appariva inesploso. E poiché gli artificieri la sera non lavorano, dalle 18,45 di lunedì, ora in cui il metal detector della ditta che opera per conto del ministero della Difesa alla bonifica dell'arenile, fino a ieri mattina, via al piano di emergenza: area recintata - questa volta per davvero - e piantonamento notturno di polizia e carabinieri. Ordigno controllato a vista, dunque, fino all'arrivo degli artificieri della Marina militare. Precauzioni rivelatesi inutili: la bomba, sicuramente sparata durante il secondo conflitto mondiale, era vuota, anzi, piena di sabbia. Domanda: com'è arrivata sulla spiaggia? In mancanza di certezze, il collegamento diretto è con la draga e i lavori di ripasciemnto. Ma l'assessore provinciale ai Lavori pubblici Renzo Zirone non ci sta. E fa il bis, dopo le dichiarazioni del 30 marzo, giorno del ritrovamento del primo ordigno sulla battigia di fronte alla rotonda del Lido: «Ci sono ecoterroristi». Chi sono? «Persone esclusi dal progetto». Lo scopo: «Metterci la cittadinanza contro».
Sul fronte della sicurezza Giuseppe Azzarretto, della Capitaneria di porto, rassicura: «I metal detector segnalano segnalano qualunque oggetto metallico». Ed è una festa di viti e bulloni, più qualche sorpresa: un palo della luce lungo cinque metri, una cucina a carbonella, tre fosse settiche, perfino alcune fondamenta nella zona dove fino al 1985 c'erano i casotti. Roba ora ammucchiata sull'arenile in attesa del trasporto in discarica. tutto tranne il palo della luce che sarà portato via assieme alle pietre quando comincerà l'operazione grigliatura e pettinatura. Servono altri 10 giorni per completare il nuovo contestatissimo Poetto: i lavori sono fermi dal 2 aprile proprio per consentire la bonifica dell'arenile. I metal detector entreranno in azione ancora oggi. Domani dovrebbe arrivare l'ispettore del ministro della Difesa per il sopraluogo che precederà la certificazione dell'avvenuta bonifica della spiaggia. I lavori di ripasciemnto potrebbero riprendere domani pomeriggio.
Nel frattempo la Procura della Repubblica ha sequestrato gli atti dell'intero iter amministrativo del progetto, inclusa la gara d'appalto e i vari ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. In altre parole, dopo le foto aeree del nuovo arenile, i prelievi di campioni di sabbia da analizzare, le immersioni in mare per verificare che la draga abbia pescato la sabbia solo nel punto indicato dal ministero dell'Ambiente nell'ordinanza che autorizzava il prelievo, i sostituti procuratori Mario Marchetti e Daniele Caria stanno passando alla lettura delle carte. Per il momento non ci sono novità di rilievo e l'inchiesta procede contro ignoti per il reato di distruzione di bellezze naturali.
di Maria Francesca Chiappe