Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 17 marzo 2005

Molentargius, sì allo statuto e ora nasce il parco


CAGLIARI. Approvato lo statuto per il parco di Molentargius: 31 sì e 1 no (Ghigo Solinas, Forza Italia). Pur con qualche sfilacciatura vi sono stati alcuni assoli e diverse stecche, e una sintesi finale del sindaco Emilio Floris che ha fatto un discorso da ‘primo cittadino’ sintetizzando mirabilmente il senso dell’approvazione: un primo passo per la valorizzazione della città come agglomerato urbano e ambientale immerso nel mare e nelle zone umide, e in tanti parchi (anche se potenziali perchè da costruire). Dibattito articolato quello di ieri sera in consiglio comunale, in cui sono anche riemerse antiche posizioni non favorevoli al parco: a suo tempo Forza Italia voleva stralciare le saline e Medau Su Cramu. Il parco deve essere uno «strumento di pianificazione» è stato detto da Pierandrea Lippi Serra (Forza Italia, presidente della commissione Urbanistica e ambiente), che ha anche raccomandato al sindaco la «massima sensibilità» verso gli ottocento residenti dell’area interna al parco (Medau su Cramu); e ribadito che il comune deve difendeer le sue prerogative di governo del suo territorio. Concetto ribadito poco dopo da Anselmo Piras (capo gruppo di Forza Italia) che ha anche ammesso che ci sono anche delle costruzioni abusive, ma che c’erano anche in altre parti di Cagliari e che sono state sanate: «Prima gli abitanati, poi gli uccelli». L’antica ruggine verso il perimetro del parco è stata ripresa completamente da Gianni Chessa (Udc) che si è detto del tutto contrario a questo parco perchè «assorbirà risorse senza creare occupazione», ma che voterà sì per «dovere di maggioranza». Anche in maggioranza, però, vi sono stati molti sì convinti come quello di Salvatore Mereu (Forza Italia): «Finalmente: ora si tratta di valorizzare tutto il contesto, ambientale e umano»; di Gialeto Floris (An): «Il bimbo è nato, bisognerà farlo crescere sano e bello»; di Onorio Petrini (Forza Italia): «Un fatto eccezionale, apriamolo anche ai disabili»; e di Paolo Carta (Udc): «Da oggi abbiamo uno strumento importante». Nella minoranza l’assenso è stato più convinto a parte Tonino Serra (Margherita) che ha lamentato i diversi limiti dello statuto augurandosi che il bambino-parco, nato rachitico, riesca a sopravvivere e precisato di votare sì, ma «turandomi il naso». Più entusiasmo da parte di Rita Carboni Boy e di Marco Espa (entrambi della Margherita), di Radhuan Ben Amara (Rifondazione) e di Giorgio Cugusi (Ds) che hanno sottolineato che, e al di là dei limiti, è importante che il parco decolli, e che adesso comincia il vero lavoro, pur restando ognuno con le reciproche differenti posizioni. Paolo Frau (capo gruppo dei Ds) ha salutato con emozione un «atto importante per la città e per tutta la Sardegna», precisando che il parco «è da vedere non solo come conservazione ma anche come occasione di lavoro (saline termalismo ecc.)». Un richiamo agli errori passati è venuto da Gianni Loy (gruppo misto) che ha rammentato il tempo peso con l’approvazione (anche da parte della minoranza) di uno statuto «illegittimo» e sottolineato come i veti alla nascita del parco derivavano da interessi forti e favorevoli alle lottizzazioni. Un affresco storico è stato, invece, fatto da Pasquale Mistretta (gruppo misto) che ha ricordato che il parco è la «conclusione di un percorso inziato 43 anni fa con il piano regolatore di Mandolesi» che ha protetto quell’area («altrimenti oggi il baricentro urbanistico di Cagliari sarebbe nell’ippodromo e non in via Roma e via Dante») e precisato che il parco di Molentargius è importante perchè un’occasione per far sì che Cagliari ripensi al suo sviluppo di città.
di Roberto Paracchini