pubblicato da La Nuova Sardegna il 17 febbraio 2007
Molentargius liberato dai tralicci
Per Molentargius è una svolta. I dodici chilometri di fili elettrici interni allo stagno del parco sono stati rimossi. «Un passo avanti importante - sottolinea Vincenzo Tiana, presidente regionale di Legambiente - che ha eliminato i pericoli per l’avifauna». Giovedì prossimo sanno rimossi anche i giganteschi tralicci che ne deturpano il paesaggio. «Era dieci anni che chiedevamo questo provvedimento, per evitare le morti dei fenicotteri e per valorizzare l’immagine del parco».
Il 30 gennaio è iniziata la rimozione dei fili elettrici. Giovedì prossimo, il 22, vi sarà l’atto finale: l’asportazione dei tralicci situati all’interno dello stagno del parco di Molentargius-saline.
L’intervento rientra tra le attività finalizzate al riassetto della rete elettrica dell’area di Cagliari. I tecnici di Terna, la società responsabile dello sviluppo della rete elettrica di trasmissione a livello nazionale, nella prima fase hanno proceduto alla demolizione dei conduttori e delle funi di guardia. Ora si procederà alla rimozione dei sostegni e delle fondazioni all’interno del parco. Operazione, questa, che sarà effettuata - per evitare ulteriori pressioni sullo stagno - con il supporto di alcuni elicotteri. I tempi annunciati, la fine di febbraio, saranno quindi rispettati. «Così si libererà lo stagno - precisa Tiana - di un pericoloso inquinamento elettrico e visuale».
Oltre alle opere nel parco Molentargius-saline la Terna procederà alla realizzazione di due nuove linee elettriche a 150 kw: la «Selargius-Goni e la Cagliari Sud-Rumianca, quest’ultima con cavo interrato. Gli interventi contribuiranno, afferma la società interessata, «a migliorare la qualità e la sicurezza del servizio elettrico nell’area, con una significativa riduzione dell’impatto ambientale degli impianti di trasmissione».
Il piano tecnico delle opere e lo studio di incidenza ambientale e paesaggistica per i lavori nel parco Molentargius-Saline sono stati eseguiti in accordo e con la collaborazione del consorzio di gestione del parco, e l’autorizzazione dalla Regione (assessorati Ambiente e Pubblica istruzione). Nello stagno di Molentargius, come opera di ulteriore miglioramento ambientale e per la salvaguardia dell’ecosistema e dell’habitat naturale, il progetto di Terna prevede il riutilizzo parziale delle fondazioni dei sostegni. I lavori, che dovrebbero iniziare a settembre, ipotizzano la realizzazione di tre isolotti per la nidificazione dell’avifauna locale (tra cui i fenicotteri rosa), nonchè di alcuni posatoi e piattaforme per il monitoraggio qualitativo delle acque e del sistema ambientale.
Intanto continuano le visite guidate al parco di Molentargius. «Noi di Legambiente - informa Tiana - ne stiamo facendo quasi una al giorno in quanto le le richieste delle scuole sono continue e ora col bel tempo saranno ancora maggiori». Con la nomina del direttore generale, Mariano Mariani, iniziano a vedersi più iniziative interne al parco, «ma noi vorremmo che si procedesse - sottolinea Tiana - con maggior celerità». I punti ancora da chiarire riguardano soprattuto la Regione: la ripresa della produzione delle saline, da un lato, e la risoluzione del contenzioso con lo Stato centrale per gli immobili dell’area. I monopoli di Stato non sembrano, infatti, ancora disposti a cedere tutti i caseggiati. Per il momento solo l’edificio dei Saliscelti (oggi sede del parco) è passato alla Regione e al parco. Nello stesso tempo, però, il governo dell’isola non può fare il bando per il riavvio dell’industria del sale senza che sia preventivamente risolto la questione della proprietà degli immobili.