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pubblicato da La Nuova Sardegna il 17 febbraio 2006

La strage di cani l'hanno programmata le guardie


QUARTU. Trenta cani sgozzati e forse una bufala colossale. Ma anche due denunce per diffamazione, falsa testimonianza e procurato allarme. Sembra finire così, in maniera imbarazzante, una vicenda che ha portato i funzionari dell'Ente protezione animali Francesco Pandolfi e Pasquale Buccino dalla vetrina mediatica direttamente alla gogna. Perché lo scandalo denunciato dai due solerti attivisti tre mesi orsono - il ritrovamento dei cani uccisi al Molentargius - si è rivelato una messinscena ad uso dei media. Ad avallare questa ipotesi ci sono i tabulati telefonici di Buccino e Pandolfi, che confermerebbero come i due indagati avessero programmato il ritrovamento di ogni carcassa.
Ma non basta: nei computer sequestrati sarebbe stato ritrovato il copione originale, degno di una piece teatrale sulla sete di visibilità e sull'ambizione di potere. Tra i file spunterebbero le date in cui convocare la stampa, la cronologia delle denunce da presentare e, dulcis in fundo, i testi degli striscioni da utilizzare nelle manifestazioni contro il sindaco - e presidente del parco di Molentargius - Gigi Ruggeri: tutto programmato. Tanto che qualcuno comincia perfino a sospettare che il parco di Molentargius si sia trasformato in un set cinematografico con tanto di comparse reclutate ad hoc - i cani sgozzati - e attori di quint'ordine con indosso la divisa dell'Enpa. Che prende le distanze: "Stiamo pensando di costituirci parte civile contro chi ha infangato il buon nome della nostra associazione - avverte il responsabile regionale Emanuele Deiana - e adotteremo tutti i provvedimenti del caso". Più caustico e profetico il commento di Gigi Ruggeri: "Eppure avevo raccomandato di non scatenare la caccia al colpevole e di abbassare i toni. E' un epilogo che non avrei voluto vedere: non si capisce il confine tra la più grave realtà ed un'inquietante messinscena, dio non voglia che siano stati aggiunti cani per esigenze di scena. Inoltre, credo che questa vicenda faccia capire quanto, contro di me, vi sia stata un'acredine del tutto strumentale".
Che le cose non stessero andando per il verso giusto però lo si era già capito qualche settimana fa, con il flop registrato dalla manifestazione organizzata contro Ruggeri in via Porcu: delle cinquecento persone previste, se ne sono presentate venti. Cani compresi. E vista la veemente campagna inaugurata contro il numero uno del Molentargius, non può passare inosservato nemmeno un altro piccolo particolare: la candidatura di Francesco Pandolfi alle ultime elezioni comunali, tra le file dei Riformatori. E non è l'unico, visto che tra i promotori della manifestazione figura anche un esponente di Alleanza nazionale. Viene da sé che qualche dubbio cominci a prender corpo, soprattutto alla luce di una vicenda che da inquietante è diventata grottesca.
Sembra passato un secolo dal giorno in cui Pandolfi segnalò alla stampa l'incredibile scoperta: in uno dei parchi naturali più importanti d'Europa qualcuno si diverte a massacrare i migliori amici dell'uomo e abbandona le carcasse in bella vista. Apriti cielo: nel giro di un paio di giorni la denuncia si trasforma in sollevazione popolare e la situazione diventa incontrollabile. Sfugge di mano anche ai due untori, che in un paio di settimane hanno cosparso veleni a destra e a manca. Fino a puntare il dito contro il presunto aguzzino e scrivere, almeno sulla carta, il degno epilogo di una vicenda che fino a ieri ha scandalizzato e impressionato l'opinione pubblica.
Quando la macchina investigativa si mette in moto, Buccino e Pandolfi fanno capolino negli uffici della Polizia per mettere nero su bianco le loro accuse, neppure tanto velate: il colpevole sarebbe un pastore che da sette anni ha piazzato l'ovile nel bel mezzo dell'area umida e stanco delle minacce dei randagi avrebbe deciso di vendicarsi a roncolate. Il dado è tratto: l'ennesima accusa dà fuoco alle polveri e la crociata adesso ha individuato il suo obiettivo. La flotta leva gli ormeggi, punta i cannoni verso il nemico e naufraga nel peggiore dei modi, arenata nella secca della mistificazione. Sipario.
di Pablo Sole