pubblicato da L'Unione Sarda il 17 gennaio 2004
«Balletto vuole la presidenza»
A sorprendersi del suo silenzio su Molentargius erano i suoi sostenitori nella maggioranza. «Come, la Provincia ci scippa ancora una volta del nostro territorio e lui tace». Ieri, letta la reazione del presidente Balletto alle accuse dei consiglieri comunali, ha smesso di tacere. Ed ha usato parole dure contro gli «amici», confermando che lo «scontro istituzionale» non è solo a livello di consigli ma anche di giunta. «Non si può pensare di gestire il territorio a dispetto di chi ne ha la titolarità solo per far vedere che si è arrivati primi», premette. Che cosa significa. «Cagliari e Quartu hanno il 99,6 per cento del territorio del parco. Per mesi hanno trattato, a livello di commissioni, per ottenere uno statuto condiviso che poi sarebbe stato sottoposto alla Provincia. Stranamente quando è stato reso noto che l’accordo era imminente la Provincia ha approvato il suo statuto, che era all’ordine del giorno da un anno. Beh, una strana coincidenza». Uno sgarbo istituzionale? «Mettiamola così: ci sono due che fanno un lavoro e poi arriva un terzo che si attribuisce il merito. Avrei gradito almeno una telefonata del presidente». Ha parlato di un desiderio di primogenitura da parte della Provincia. A che scopo? «Sono certo che Balletto vuole fare il presidente del consorzio. Ma sia chiaro che la carica spetta a Cagliari e Quartu, alternativamente. Gli altri comuni e la provincia avranno altri ruoli». In piazza Palazzo sostengono di averlo fatto perché nessuno si muoveva e nessuno li ha coinvolti. «Lo sarebbero stati dopo, e lo sapevano. Ripeto, prima deve decidere chi ha il territorio, poi gli altri. La Provincia non ha aree e in questo caso non può nemmeno rivendicare un ruolo di coordinamento perché non si coordinano due comuni. Purtroppo c’è un peccato originale». Quale? «La legge regionale che ha istituito il parco non tiene conto del peso dei territori. Se ci sono due comuni che hanno il 99,6% del territorio devono avere più potere gestionale, decidere loro e non avere le stesse prerogative di altri. Tempo fa chiedemmo alla Regione di modificare la legge in questo senso, ci hanno risposto che lo avrebbero fatto dopo l’entrata in vigore del consorzio». Ieri mattina la commissione urbanistica, compresi i tre esponenti di Forza Italia, si è autosospesa perché lei non aveva preso una posizione. «Non è stato per quello. Si sono sentiti giustamente infastiditi da chi ha tentato di scavalcarli su un lavoro lungo, difficile e faticoso fatto, lo ripeto, in stretta collaborazione con gli altri comuni, come doveva essere, per ottenere uno statuto conviviso». Sindaco, va bene tutto, ma cinque anni per uno statuto... «Guardi che ci sono state tante difficoltà. Ad esempio delle incongruenze tra la descrizione dei confini e la delimitazione». Scusi? «L’ippodromo nella legge sul parco è fuori dai confini, nella cartina descrittiva è dentro. Le assicuro che risolvere il problema è stato difficile». Non vi sarete infastiditi per l’attivismo di piazza Palazzo? «L’attivismo è positivo a meno che non contribuisca a creare il caos». Ora che cosa succede, chi farà un passo indietro? «Ciò che di buono abbiamo fatto rimane. Si tenga conto dei ruoli e il resto verrà di conseguenza».
di Fabio Manca