Parco Molentargius
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pubblicato da L'Unione Sarda il 16 dicembre 2009

Rimossi i basamenti, dei tralicci nel parco resta solo il ricordo


Molentargius. L'intervento nello stagno

Dopo i tralicci, ora è il turno dei basamenti in cemento armato. Nel Parco di Molentargius spariranno entro due giorni gli ultimi pezzi della vecchia rete elettrica di alta tensione che attraversava la zona umida dal versante cagliaritano fino alle sponde quartesi. La società Terna, che gestisce le linee dell'Enel, ha avviato ieri l'ultima fase del cosiddetto intervento di ambientalizzazione nell'area protetta. È stato necessario impiegare speciali elicotteri per la rimozione definitiva di dieci basamenti. I tralicci erano già stati eliminati dallo stagno nel febbraio del 2007 assieme a dodici chilometri di linee elettriche ad alta tensione che passavano sopra le teste delle specie protette che popolano la zona umida. «Per eseguire lo smantellamento dei blocchi in calcestruzzo», spiegano in una nota i tecnici di Terna, «sono state adottate tecnologie avanzate ricorrendo alla metodologia del taglio a filo diamantato per ridurre al minimo l'impatto con l'ecosistema dello stagno di Molentargius». Nel corso dell'operazione, che andrà avanti anche per tutta la giornata di oggi, in accordo con l'ente Parco e la Regione sarà eseguito il monitoraggio delle acque e dell'avifauna. Complessivamente saranno eliminati ottanta blocchi in cemento armato che componevano i dieci basamenti. Ognuno di questi blocchi pesa tra 4 e 7,5 tonnellate: per rimuoverli è stato necessario impiegare gli European aircrane elicanter, elicotteri ad alta capacità di carico in grado di fare quaranta rotazioni al giorno: l'equivalente di un'andata e un ritorno. L'operazione aveva mosso i primi passi a settembre con il taglio delle fondazioni che ora saranno imbragate per il trasporto. Prima di finire in una discarica autorizzata, i blocchi saranno sottoposti ad analisi chimiche. «L'intervento», proseguono gli addetti di Terna, «si colloca nella strategia di sviluppo sostenibile della rete elettrica che perseguiamo da anni. Una visione che si traduce in un costante dialogo con le Regioni e gli enti locali e nella volontà di ridurre l'impatto ambientale delle infrastrutture elettriche, minimizzando l'invasività della rete e prestando particolare attenzione alle esigenze del territorio e della comunità».

di Giovanni Manca di Nissa