pubblicato da La Nuova Sardegna il 16 novembre 2008
Produzione del sale, vertice alla Regione
Incontro tecnico per superare i problemi, occorrono cinque milioni per riprendere
CAGLIARI.
Giorni decisivi per la ripresa della produzione del sale a Molentargius.
In settimana vi sarà un incontro tecnico tra il Consorzio per il parco e gli assessorati agli Enti locali
(proprietario del compendio) e all’Industria (titolare delle concessioni per l’estrazione del sale). Sul tavolo i
modi per superare i problemi per la produzione. Le questioni sono sia economiche (per riavviare il tutto occorrono
circa cinque milioni), che gestionali. La Regione teme, infatti, che il Consorzio voglia fare il produttore di sale.
Ma questa non è proprio la nostra intenzione», commenta Il direttore Mariano Mariani.
La ripresa della produzione del sale, spiega Mariani (direttore generale del parco), non è un qualcosa di estraneo al
complesso: lo stagno non esisterebbe senza le saline. Si tratta di un sistema umido nato (soprattutto nella fisionomia
che vediamo oggi) in seguito all’antropizzazione prodotta dalle cittadine che insistono su Molentargius (il Bellarosa
Minore, ad esempio, prima non esisteva). Non solo: sin dall’inizio dell’Ottocento, quando sorse la prima industria del
sale organizzata, si pose il problema di far affluire l’acqua del mare nello stagno. E così, col tempo, lo specchio
acqueo originario è diventato il Bellarosa Maggiore: l’attuale vasca presalante da cui, tramite un sistema di canali,
l’acqua viene immessa nelle vasche salanti propriamente dette, gli specchi delle saline. Ma oggi ci sono problemi di
manutenzione («anche straordinaria») legati alle saline che non sono eseguiti da altre 15 anni. E questo ha prodotto
una situazione di degrado, accentuata dalle recenti fortissime piogge.
Per intervenire e ripristinare il bene saline-stagno (argini, canali ecc.) occorrono, sottolinea Mariani, circa cinque
milioni di euro «e il progetto è pronto». L’intervento permetterebbe: sia il riavvio della produzione del sale e sia
(come conseguenza) di recuperare completamente il «valore ambientale» del luogo per l’avifauna pregiata.
La Regione, però, pur favorevole alla riattivazione delle saline, ha espresso perplessità sul fatto che questa attività
venga svolta dal Consorzio. Ed è anche per questo che in settimana si terrà l’incontro tecnico accennato. «Noi però -
spiega Mariani - non vogliamo assolutamente diventare i gestori di questa attività. Intendiamo solo avviare il processo
in quanto legato alla salute del parco. Poi, una volta cominciato (per una produzione iniziale di quarantamila tonnellate
annue), la gestione verrebbe affidata a un ente terzo nelle modalità che deciderà la Regione. Il tempo necessario per questo
avviamento potrebbe anche essere solo di due anni. Ma per noi è importante perchè permetterebbe anche di definire i
protocolli di compatibilità tra sviluppo dell’industria del sale e compendio naturalistico».
Intanto, ed è elemento di ulteriore difficoltà, le competenze regionali sull’area sono molto differenziate e ai tre
assessorati regionali citati va aggiunto anche l’Ambiente: per tutte le ricadute ambientali dovute al collegamento
tra salato e dolce.
Infine per Molentargius vige sempre il problema della sopravvivenza. La carenza di fondi derivava dal fatto che
durante la votazione della Finanziaria regionale c’era stato «un incidente di percorso» che aveva fatto saltare
il capitolo di bilancio legato al milione e quattrocentomila euro, lo stanziamento annuale «indispensabile per la
vita del parco», come sottolineano Mariani e il presidente Gigi Ruggeri. E ora, pian piano si sta cercando si
sopperire, ma sempre con difficoltà. Oggi lavorano nel parco dodici persone, più altri dieci operai saltuari.
E in seguito potranno esservene molti di più. Ma tutto è legato al futuro delle saline. Per ora nel sistema
umido, col contributo della Provincia e anche del Comune di Cagliari, sono stati attivati vari percorsi naturalisti
e culturali.
di Roberto Paracchini