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pubblicato da Il Sardegna il 16 luglio 2007

Un'onda nera travolge il Poetto
spiaggia sommersa dal catrame


Poetto nero. Da ieri ancora più nero. Il secondo ripascimento è arrivato ieri mattina: niente sabbia grigio topo, questa volta, ma grumi di catrame color petrolio arrivati da chissà quale nave e chissà da dove. Il colpevole, in questi casi, non si trova mai. Grumi grandi, densi e puzzolenti. Stile Blob. In mezzo ai capelli di chi si stava facendo due bracciate, tra le mani dei bambini che costruivano castelli di sabbia in riva al mare. Disastro ecologico: prima di smaltire tutta quella roba ci vorranno degli anni. Una cosa mai vista, almeno in queste proporzioni: i pezzetti di catrame dei giorni scorsi, in confronto, erano coriandoli. Una striscia nera lunga centinaia di metri. La maggiore concentrazione era all'altezza dell'ospedale Marino. Ma lo "spettacolo", ieri, l'hanno visto in centomila. Poetto brutto, sporco e pericoloso per la salute. Altro che Coppa America. Qualche nave ha scaricato quello che non doveva scaricare e il resto lo ha fatto lo scirocco portando a riva le masse di catrame. Piccole e grandi. Spargendole dappertutto: qualcosa è rimasto in acqua, il resto ha invaso il bagnasciuga. Chi di norma ha i piedi sporchi ieri al Poetto è passato inosservato: erano tutti così. C'è anche chi è affondato nella chiazza di blob sino alla caviglia: effetto calzino nero. I bagnanti hanno telefonato a tutti: vigili del fuoco, capitaneria di porto e polizia municipale. Magari sperando nell'intervento degli agenti in gommone. Che poco, comunque, avrebbero potuto fare. La sorte peggiore è toccata ai bagnini degli stabilimenti balneari e delle cooperative in riva al mare: dalla mattina presto hanno riempito sacchi e sacchi di catrame. Pulizia fai da te. «No, qui adesso ce n'è poco- dice uno di loro- piu avanti ce n'e di più». Uno stoico tentativo di andare avanti nonostante il disastro. Quasi a fare finta che non sia successo niente. Al largo le barche della Capitaneria di porto. Anche loro a fare pesca miracolosa di pezzi di catrame. Le grandi pulizie le fara il vento. Sperando che cambi. La preghiera degli stabilimenti: maestrale, porta via tutto il catrame.
di Stefano Ambu