pubblicato da La Nuova Sardegna il 16 luglio 2007
Catrame e macchie nere invadono il Poetto
Allarme tra i bagnanti. Due navi e diverse ore di lavoro per ripulire il mare
CAGLIARI. Il nero catrame si è rifatto vivo, a macchia di leopardo, lasciando sgomenti i bagnanti del Poetto. «Sostanze nere e catramose» sono state definite dalla Capitaneria di porto le chiazze che hanno fatto il loro ingresso ieri al Poetto. E i telefoni sono diventati subito roventi, soprattutto quelli della Capitaneria. In molti chiedevano di chi fosse la colpa: il dito puntato contro la Saras e su qualche petroliera, di aver fatto rimessaggio troppo vicino al golfo. Ma dall’organo di vigilanza del mare sono arrivati dinieghi: «No, le responsabilità non sono della raffineria, nè di qualche petroliera. Noi siamo intervenuti subito ma lo scirocco non ci ha agevolato». Ma da dove vengono queste sostanze catramose trasformate in incubi per i bagnanti del Poetto? «È roba che naviga nel cuore del Mediterraneo e che ogni tanto, a seconda dei venti, arriva sino a noi». Le cause? «Noi stiamo bonificando la zona. I responsabili sono ignoti». Nel cuore del Mediterraneo? Vuol dire che i giochi di corrente trasportano da una parte all’altra «sostanze catramose» che, lontano da occhi indiscreti, qualche nave o transatlantico o petroliera ha deciso di «donare» al mare. Non si è trattato di una marea nera, ma certamente di un fatto grave che (come accennato nell’altro articolo) sta creando preoccupazione anche nei comuni costieri. Da qui la necessità di capire se è possibile monitorare questa «roba» che naviga da chissà dove. Nella prima mattinata di ieri gruppi di bambini hanno raccolto con palette e secchielli centinaia di grumi di catrame, piccoli e grandi, poi riversati nei bidoni della spazzatura. «Ecco che cosa fanno i grandi», hanno affermato i piccoli bagnanti. A questo punto Stefano Deliperi, per conto del Gruppo di intervento giuridico e degli Amici della terra, chiede che gli organi preposti accertino le responsabilità.
di (r.p)
L’allarme dall’esercito dei bagnanti «Una situazione incredibile, invasi nel giro di qualche minuto»
QUARTU. Dopo il cemento, ad attaccare le coste del Sud Sardegna sono arrivati catrame e petrolio. E non si tratta di episodi isolati, se è vero che dopo la marea nera piombata negli specchi d’acqua compresi tra Muravera e Cagliari, passando per l’area protetta di Capo Carbonara a Villasimius e Torre delle stelle, ieri pomeriggio decine di chiazze oleose hanno fatto la loro comparsa in tutto il Golfo degli angeli. Le prime segnalazioni, partite dall’esercito dei centomila bagnanti che ogni domenica si concede un bagno di sole al Poetto, sono arrivate alla Capitaneria di porto in tarda mattinata. Da Marina piccola alla Bussola, stesso discorso: a cinquanta metri dalla battigia era tutto un brulicare di catrame macchie scure, sospinte sulla rena dal forte vento di libeccio. La situazione più critica si è avuta di fronte allo stabilimento Golden Beach, posto al confine con Cagliari: i bagnanti hanno lanciato il primo allarme intorno alle 13 e nel giro di qualche ora, dopo aver completato gli interventi di bonifica a ridosso di Marina piccola, i natanti guidati dalla Capitaneria hanno fatto rotta sul litorale quartese. Anche ieri, ad eseguire le operazioni di bonifica sono stati gli stessi mezzi impiegati poco meno di un mese fa: un traghetto di grosse dimensioni, una chiatta, un motoscafo e diversi gommoni che avevano il compito di battere in lungo e in largo lo specchio di mare inquinato dai liquami e segnalarne quindi l’esatta posizione agli altri operatori. «Una situazione incredibile - hanno raccontato alcuni bagnanti - nel giro di qualche minuto abbiamo raccolto teli e ombrellone e ci siamo allontanati, per paura di essere ricoperti dal catrame. Qualcuno però non ha fatto in tempo ad accorgersi della situazione ed è uscito dall’acqua completamente cosparso di catrame. Non si sono salvati neppure alcuni gabbiani: dopo un’immersione nel bel mezzo delle chiazze si sono posati a terra e non riuscivano nemmeno a muoversi: un’immagine che ci ha ricordato quelle tristemente famose dei disastri ambientali provocati in tutto il mondo dalle carrette del mare. Non dobbiamo permettere che avvengano queste cose, bisogna intervenire subito». È quello che vorrebbe fare l’assessorato provinciale all’Ambiente, guidato da Rosaria Congiu, che proprio nei giorni scorsi ha dato piena disponibilità - pur non avendo, in merito, alcuna possibilità diretta d’intervento - per sensibilizzare le autorità affinché episodi del genere non si verifichino più. Prossima mossa: un’interrogazione parlamentare sulle attività di presidio e controllo, di fatto inesistenti, dell’ambiente marino. Intanto timore è stata espresso nei giorni scorsi anche dal sindaco di Pula, probabilmente preoccupato per i riflessi sul turismo.
di Paolo Sole