pubblicato da L'Unione Sarda il 15 dicembre 2008
Poetto, i rifiuti invadono la spiaggia
Bottiglie, vetri e alghe occupano il D'Aquila. Picasso: «È pericoloso, attendiamo risposte»
Le mareggiate portano i rifiuti al Poetto. E con loro arrivano anche le polemiche. Denuncia dei
Verdi: i detriti non possono essere smaltiti.
Due grossi cumuli di rifiuti occupano il parcheggio del D'Aquila, a due passi dalla strada. Sono lì da giorni.
Guardano il mare. In attesa che qualcuno se li porti via. «Il problema è che non possono essere smaltiti così
su due piedi», dice Gilberto Picasso, amministratore dello stabilimento cagliaritano. «Tempo fa, ho segnalato
ai vigili, alla Capitaneria e alla Forestale, la situazione che si creata dopo le ultime mareggiate. Mi ha risposto
solo la Protezione del suolo», spiega Picasso, «e mi ha detto che avrebbe mandato qualcuno a provvedere. Ma ancora
non ho visto nessuno».
I RIFIUTI La scorsa settimana, la battigia era piena di detriti. «Come concessionario, ho una responsabilità civile
anche nei confronti dei frequentatori dello stabilimento balneare», aggiunge l'amministratore del D'Aquila. «Cosa
potrebbe succedere se le plastiche, il ferro ma anche le canne finissero sotto la sabbia, quando le persone d'estate
torneranno a percorrere, scalze, l'arenile?». Ecco perché Picasso ha scelto la strada del fai-da-te: «Abbiamo preso
i rifiuti e li abbiamo ammucchiati nel parcheggio, perché a trenta metri dalla spiaggia - dove si trovavano all'inizio
- non potevano di certo stare. E mi mettano pure la multa, se vogliono». Il D'Aquila, in effetti, ha violato le norme.
A un passo dal mare non c'erano soltanto bottiglie, pezzi di ferro e canne portate dalla mareggiata e dai recenti
alluvioni: c'erano anche le patate di mare e le poseidonie, alghe protette che non possono essere smaltite. «È un
paradosso», tuona Antonello Gregorini, referente per la qualità urbana della Federazione Verdi di Cagliari. «Le
linee guida, stabilite dalla Regione sulla gestione delle spiagge, rendono complessa l'eliminazione di questi residui».
La critica non si fa attendere. «La normativa si ostina a considerare il Poetto come Chia o Santa Teresa», prosegue
Gregorini. «Ma il Poetto è un parco urbano, con esigenze diverse, e frequentato da bambini, giovani e anziani».
Insomma, quello che emerge «è uno stato confusionale sulle regole per la gestione del Poetto», continua Gregorini.
«I D'Aquila, probabilmente, nel pulire hanno infranto la legge: però è difficile criticarli, perché comunque hanno
assolto a un servizio utile».
IL PROGETTO L'esponente dei Verdi propone l'“Emas”, un progetto europeo, già presentato al vicesindaco Maurizio Onorato,
per promuovere lo sviluppo economico in armonia con l'ambiente, coinvolgendo imprese e organizzazioni. «Pensiamo che il
Poetto non possa essere soggetto alle stesse regole delle spiagge naturali e relativamente integre», conclude Gregorini:
«Si tratta di un habitat artificiale: è un grande parco marino urbano. E come tale riteniamo debba essere inquadrato e
gestito».
LANFRANCO OLIVIERI