pubblicato da L'Unione Sarda il 15 novembre 2007
Allarme per Molentargius, il parco è al verde
Dibattito. Incontro con Alan Jhonson, famoso esperto di fenicotteri
Le basi ci sono ma il futuro
del Molentargius è tutto da
decidere. Per ora c’è solo
una certezza: l’ecosistema
rischia di morire se non arriveranno
i finanziamenti
regionali per continuare e
conservare le opere. L’allarme
lo lancia lo stesso direttore
del Parco Mariano
Mariani: «Stiamo aspettando
di definire assieme il futuro
del parco e per questo
occorrono finanziamenti».
In questo modo si potrà andare
avanti fino a maggio
del 2008 , ma ribadisce,
«per sopravvivere ci servono
almeno un milione e
quattrocento mila euro
l’anno. Le spese sono tante
, basti pensare che di sola
energia elettrica se ne vanno
350 mila euro. Sia chiaro
che non vogliamo dipendere
per sempre dalla Regione:
il nostro obiettivo è
autofinanziarci ma per farlo
adesso abbiamo bisogno
di aiuto».
Un parco che, resta confermato,
aprirà le porte ai
visitatori dal dicembre
prossimo, con itinerari guidati
e percorsi naturalistici
, anche in canoa. Si avrà
così il modo di esplorare
aree quasi sempre off-limits
e di
osservare
da vicino
fenicotteri
e
altri uccelli
che vivono nell’oasi
naturalistica.
E da qualche giorno , in
giro per Molentargius, c’è
anche Alan Jhonson, inglese
,ma da sempre in Francia,
che allo studio della
«genti arrubia» ha dedicato
la vita. Un ritorno il suo
dopo l’esperienza del 1997
durante la campagna di
inanellamento , in un’area
completamente cambiata.
«Ho potuto vedere molti
miglioramenti», sostiene lo
studioso di fama internazionale,
«nel 1997 avevo
trovato molta sporcizia e
trascuratezza, ora invece
l’oasi è pulita e ordinata. Il
parco è
ben delimitato
e
credo ci
siano
tutte le
basi per poterlo aprire al
pubblico. Ma la cosa più
bella è stata non vedere più
quei tralicci dell’alta tensione
che disturbavano il volo
degli uccelli».
L’obiettivo da raggiungere
è adesso, prima di tutto,
quello di far tornare i fenicotteri
a nidificare nell’area
umida, visto che non
lo fanno ormai tre anni. «E
perché questo accada», aggiunge
lo studioso, «bisogna
migliorare lo stato degli
isolotti di nidificazione
e eliminare il randagismo ».
Dell’avifauna del Molentargius
Jhonson ha parlato
ieri insieme ad altri esperti
in un incontro dibattito
nella sede dei Sali Scelti.
Sono centoventidue le specie
censite nell’area umida,
circa un terzo di tutte quelle
presenti in Europa. Tra
le più importanti oltre al
fenicottero, il pollo sultano,
il gabbiano corso, il gabbiano
rosa, l’avoceta, il cormorano,
il falco di palude e
l’airone canterino.
di GIORGIA DAGA