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pubblicato da La Nuova Sardegna il 15 luglio 2010

Un super aereo per monitorare il Poetto


Fatto arrivare da Roma dalla Capitaneria di porto, il veicolo ha sorvolato tutta l’area da Capo Carbonara sino a Sant’Elia

CAGLIARI. Il Poetto senza pace. Una parte del catrame che l’altro ieri sera si trovava vicino alla battigia è stato in parte riassorbito dal mare. Il resto, dai litorali di Cagliari e di Quartu, è stato eliminato dalla De Vizia per conto dei due Comuni.
Le cause della marea nera sono ancora da stabilire, sulla spiaggia sono intervenute le guardie municipali di Quartu e in mare hanno effettuato un monitoraggio della vasta area inquinata gli uomini della capitaneria di porto. L’ipotesi più probabile, del resto anche la più frequente, è che qualche nave abbia pulito le stive al largo scaricando liquami oleosi e residui di combustibile.
Chiamato dalla Capitaneria è arrivato ieri sera anche un aereo speciale (con sistemi radar innovtivi e raggi a infrarosso) per monitorare meglio tutta l’area: da Capo Carbonara siano a Sant’Elia. Per il momento non sono state avvistate nuove chiazze nere. Le operazioni di bonifica, da parte della De Vizia, si sono svolte ieri dalle 6 alle 10, in modo da non danneggiare ulteriormente i bagnanti. Nel litorale di Cagliari l’area interessata ha coperto quasi tutto il territorio comunale. A Quartu il catrame si è fermato al Margine Rosso. Entrambi gli assesori competenti, Giovanni Giagoni e Fortunato Di Cesare, hanno precisato di aver subito attivato, oltre alla bonifica, le iniziative di allerta per cercare di prevenire altre situazioni simili.
A Cagliari del problema si è discusso anche ieri in consiglio comunale a seguito di una serie di interrogazioni urgenti presentate sia dalla maggioranza, che dall’opposizione. Ma non è ancora chiaro di chi possa esser la responsabilità. Il canale di Sardegna è un crocevia molto trafficato da navi di passaggio. Secondo la Capitaneria, tra le ipotesi c’è quella che si tratti di qualche imbarcazione che ha pulito le sue stive al largo. Ma non esclude nemmeno che siano rifiuti e rimasugli presenti da tempo in mare, arrivati al Poetto per via del vento e delle correnti marine.
«Il problema - sottolinea Ninni Depau, capo gruppo del Pd - è che oggi vi sono strumenti satellitari tali da permettere un monitoraggio costante, ma non esiste una cultura ambientale adeguata». Per Massimo Zedda, consigliere regionale e comunale de La Sinistra, «quanto è capitato dimostra che strumenti di tutela delle coste come l’Arpa, non dovrebbero essere dismessi ma, semmai, potenziati».

di R. P.