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pubblicato da L'Unione Sarda il 15 aprile 2002

«Subito una commissione europea»


Contestazioni per la Provincia ma anche contro il Comune

«Sono incazzato nero come la sabbia del Poetto». Se questo era lo slogan dipinto sulle magliette, nel recinto del bar scelto dalla sezione Ds della Palma per l'ultimo atto della crociata sul ripasciemnto della spiaggia cagliaritana ieri si potevano leggere poesie satiriche, diagrammi sul colore e lo spessore della sabbia. E assistere anche (senza consumazioni) a un pubblico dibattito all'aperto con la partecipazione di molti e noti esponenti politici di sinistra. E, infine, aderire o meno a una petizione da inviare a Roma e a Bruxelles per bloccare i lavori in corso ed evitare "un disastro ambientale senza precedenti".
Prima fermata ore 11. Nell'area del bar "Sella del Diavolo" arrivano avventori di tutti i generi: quelli soliti del caffé in riva al mare, quelli con la macchina fotografica e quelli che osservano oltre il filo spinato (si fa per dire) i segni della mareggiata dell'altro giorno. Brutto spettacolo a causa della sabbia grigiastra e delle grandi pozzanghere tra le dune ancora da "pettinare" e livellare.
All'appello lanciato da Caterina Turri, del direttivo Ds della Palma, risponde per primo il consigliere regionale Emanuele Sanna (che si sistema in prima fila assieme ad alcuni giovani compagni di partito), via via prendono posto Rita Carboni-Boy, Giampiero Pinna, Giacomo Guadagnini, Nazareno Pacifico, sparpagliato tra i tavoli il popolo degli amici del Poetto.
Ed è subito guerra: alla Provincia perché (come annuncia un volantivo) ha mandato avanti un progetto alternativo a quello della ex giunta Scano solo "per sferrare un duro colpo all'opposizione politica", al Comune "perché non ha nominato un comitato di esperti super partes". Alla Regione perché non si sono visti atti concreti. «A questo punto - ha osservato il consigliere regionale Giampiero Pinna - non sarà il caso di sollecitare all'Unione europea una commissione indipendente e di livello superiore visto che i soldi spesi in questo progetto sono anche suoi? Ecco una strada da percorrere vista la tracotanza dei responsabili degli enti e il ruolo non sempre chiaro dei progettisti e dei consulenti».
Poetto, di tutto e forse anche di più. Alla premessa di Caterina Murri («Aspettiamo i risultati dell'inchiesta aperta dalla magistratura»), si è aggiunta la nota tecnica del perito chimico Franco Brau il quale in meno di dieci minuti ha tracciato un quadro complessivo degli "errori" che stanno alla base del ripasciemnto. «E' come una spianata di argilla», ha sottolineato dopo aver ricordato i risultati sui test effettuati e che si scontrano pesantemente con i lavori in corso: la qualità del quarzo in particolare, la composizione della sabbia "sparata" dalla draga sull'arenile più in generale.
L'ex assessore provinciale Giacomo Guadagnini (ideatore del progetto che prevedeva l'uso della sabbia di cava) ha rilanciato la tesi di una nuova sperimentazione con un occhio rivolto all'impatto ambientale; oppure procedere come si sta pensando di fare a Stintino con piccoli quantitativi di sabbia di mare da preparare a terra sino a quando non sarà uguale a quella da integrare.
molti gli interventi e le 2voci2 del dissenso già espresso dai cagliaritani ma anche una conclusione unitaria: occorrere che sul ripasciemnto del Poetto si pronunci una Commissione indipendente e di livello superiore a quelle che si sono finora occupate dell'argomento. Nell'attesa, via alla raccolta delle firme per denunciare e far conoscere all'Europa il disastro del Poetto
di Giovanni Puggioni

Da mercoledì ruspe al lavoro per livellare la sabbia


Si concluderà oggi al Poetto la bonifica decisa dal Genio dopo il ritrovamento del proiettile d'aereo nell'area interessata al ripasciemnto. I militari cui è affidata l'operazione consegneranno la loro relazione al Comando di Napoli, quindi mercoledì la Provincia conoscerà la data in cui potrà riprendere i lavori bloccati da venti giorni per motivi di sicurezza. «Questo episodio - ha commentato ieri l'assessore Renzo Zirone - ci ha fatto perdere tempo prezioso: comunque siamo pronti a ripartire. Resta da effettuare il livellamento delle dune e la "pettinatura" della sabbia: cioè l'asportazione di tutto il materiale che, come era stato previsto dai tecnici, la draga ha aspirato e scaricato sulla spiaggia. In dieci giorni tutto questo lavoro sarà e si potrà tracciare un primo bilancio».
Gli artificieri hanno setacciato con il metal detector buona parte dell'arenile senza rinvenire nulla di particolare a parte ferraglie e oggetti abbandonati molti anni fa nel Golfo. La presenza del proiettile suggerirebbe tuttavia un controllo anche nello specchio d'acqua dove in estate si ammassano i bagnanti e incrociano le imbarcazione da diporto dirette a Marina Piccola. Ma sul punto non ci sono anticipazioni.
Di solito si sa che una volta completata la "pettinatura dell'arenile", resterà in servizio la Commissione di monitoraggio. «Per due anni - conferma Zirone - dovrà tenere sotto controllo lo stato di salute della spiaggia così da suggerire eventuali interventi tecnici di tutela e di salvaguardia. Spero tanto che la commissione lavori anche in futuro, anzi sarebbe l'ideale per studiare il fenomeno dell'erosione che interessa anche altre località balneari dell'Isola».
Zirone racconta di essere stato informato anche dell'arrivo degli ispettori del ministero dell'Ambiente. «Nessun problema - osserva - mi era stato assicurato da tempo. Sono stato io, del resto, a suggerire un monitoraggio e una serie di controlli da parte del Ministero quando sono iniziate le polemiche. Siccome non abbiamo nulla da nascondere, è giusto che il ministero intervenga per verificare in concreto la situazione. Abbiamo sempre lavorato in perfetta sintonia. Quando arriveranno questi ispettori saremo a completa disposizione».
di G. P.