pubblicato da La Nuova Sardegna il 15 marzo 2002
La spiaggia dovrà essere tutta libera
CAGLIARI. Basterà l'attuale ripascimento della sabbia del Poeto per
giudicare guarita la spiaggia? Certametne no. «Si tratta _ è stato
detto ieri mattina durante la conferenza stampa indetta dalla Provincia
con alcuni tra i più autorevoli ricercatori del settore _ di un primo
passo. Innanzi tutto, va ricordato, che sul lungomare la sabbia mancante
è di complessivi due milioni di metri cubi. Mentre l'attuale ripascimento
è «solo» di 300mila. In secondo luogo c'è l'annoso problema delle strutture
che occupano la spiaggia emersa. E ieri si è parlato chiaramente degli
stabilimenti balneari del Lido, del D'Aquila, di quelli militari,
dell'Ottagono ecc. La prima pietra l'ha gettata il presidente della
Provincia, Sandro Balletto, affermando che gli stabilimenti in muratura
«non vanno bene» e che a lui «non piacciono». Ha fatto, poi, seguito il
sindaco di Cagliari, Emilio Floris, che ha ricordato le prime strutture
dello stabilimento del Lido, realizzate in legno. E precisato che
«da tempo» ha fatto richiesta alla Regione acchè il comune di Cagliari
(«ma il discorso è valido per tutti i Comuni costieri della Sardegna»)
abbia la gestione dei territori costieri, per poter decidere in conformità
col proprio piano regolatore e, come titolare, rilasciare o meno le concessioni.
In questo quadro, il primo cittadino ha espresso preoccupazione per l'attuale
stato del lungomare, oppresso da troppi stabilimenti. Stesso discorso, in
termini di rivendicazione della gestione, da parte del sindaco di Quartu,
Davide Galantuomo. «Le spiagge _ ha spiegato Andrea Atzeni, ordinario di
idraulica marittina nell'università di Cagliari _ sono strutture flessibili
che vivono come un corpo vivente. L'azione del mare movimenta la sabbia e,
se vi sono ostacoli al moto ondoso, si producono degli scompensi».
La spiaggia emersa, in pratica, dovrebbe essere libera da qualsiasi
manufatto sin dove arrivano i così detti massimi frangenti, ovvero
le mareggiate più forti. Quello che, normalmente, viene definito un
danno per la spiaggia, le mareggiate, sono invece un fatto salutare
perchè la movimentano permettendole di «vivere». Diventano un danno,
le mareggiate, per la presenza di strutture in muratura. Se vi sono
ostacoli capita, ad esempio, quello che tutti possono vedere nelle
porzioni di spiaggia a zig zag del Lido e del D'Aquila. Il problema
degli stabilimenti in muratura, che dovrebbero essere rimossi, come
ha affermato chiaramente Atzeni, e sostituiti con strutture amovibili,
è ufficialmente «esploso». Ora si tratterà di verificare se gli amministratori,
in particolare il sindaco di Cagliari _ a cui va dato merito di aver posto
chiaramente il problema, assieme a Balletto _ avrà il coraggio di andare
sino in fondo. E di «toccare» non solo il Lido e il D'Aquila (miti da
sempre della Cagliari-bene), ma anche di ingaggiare un contenzioso col
comando militare per i loro stabilimenti. A suo tempo lo scomparso Paolo
De Magistris, già sindaco di Cagliari, alla precisa domanda sui danni
prodotti alla spiaggia del Lido e del D'Aquila, rispose pragmatico: «Ma
chi avrebbe il coraggio di dire ai cagliaritani che quei due stabilimenti
non devono più esistere?». Oltre al coraggio, naturalmente, occorre un
progetto sul lungomare. Ma questa è un'altra storia. Intanto il
sasso è stato lanciato.
di Roberto Paracchini