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pubblicato da La Nuova Sardegna il 14 dicembre 2005

Poetto-disastro: tutti in lista per il risarcimento


CAGLIARI. Sei parti civili contro i responsabili del ripascimento- disastro compiuto al Poetto nella primavera del 2002: lo Stato attraverso l’Agenzia del Demanio, la Regione, il comune di Cagliari, poi Amici della Terra, Wwf e Legambiente. Manca all’appello solo il ministero dell’Ambiente, perchè il presidente del consiglio dei ministri Silvio Berlusconi non ha ancora firmato la delibera.
Con quella firma il premier chiederebbe i danni all’amico e collega di partito Sandro Balletto, in corsa per una candidatura al Senato nel 2006. Ma anche senza Berlusconi è un record di richieste di risarcimento, stabilito in un processo che s’annuncia affollato, lungo e complesso. La prima decisione il gup Giorgio Cannas ha dovuto prenderla poco prima delle nove: tutti giù nell’aula della Corte d’assise, perchè quella delle udienze preliminari non bastava a contenere l’esercito di avvocati con relativi praticanti impegnati a difendere i tredici imputati. La seconda decisione è arrivata a fine mattinata, quando il giudice ha dichiarato l'ammissibilità al processo di sei parti civili su sette: fuori solo il Comitato per la difesa dei cittadini, associazione regolarissima e benemerita ma senza fini di tutela ambientale. Ammessi ed esclusi, se si andrà al giudizio in tribunale, dovranno superare un altro esame più Il 31 gennaio i pm chiederanno tredici rinvii a giudizio avanti: alcuni legali — Pierluigi Concas e Andrea Pogliani, ma forse anche altri — interverranno solo all’apertura del processo pubblico, per non scoprire già le carte.
Sul tavolo del magistrato ieri sono piovuti gli atti di costituzione della Regione (avvocato Graziano Campus), di Legambiente (Giuseppe Andreozzi) e dell’Agenzia del Demanio. Ed è stata proprio quest’ultima — patrocinata dall’avvocato dello Stato Giandomenico Tenaglia — a chiedere al giudice la citazione come responsabili civili della Provincia e dell’Ati Mantovani- Sidra-Gavassino, che ha realizzato i lavori sul litorale cagliaritano. Per il legale, che ha parlato oltre mezz’ora, l’amministrazione e le imprese devono prepararsi a metter mano alla cassa, se la senza finale sarà di condanna: su questa istanza il gup Cannas si è riservato di decire. Lo farà nel corso della prossima udienza fissata per il 31 gennaio. L’udienza in cui, superati gli scogli procedurali, dovrebbe aprirsi la discussione fra l’accoppiata di pubblici ministeri Guido Pani- Daniele Caria e la difesa. Magistrati e legali prevedono di coprire con i loro interventi almeno due date, ma potrebbero essere anche tre prima che il giudice dica la sua sulle richieste di rinvio a giudizio. Tra gli imputati, ieri mattina era presente soltanto il biologo Luigi Aschieri — componente della commissione di monitoraggio, accusato di falso ideologico — che punta al rito abbreviato: il suo legale Paolo Pirastu presenterà la richiesta il 31 Gennaio.
L’ex presidente della Provincia Sandro Balletto (difeso da Rodolfo Meloni) è accusato di concorso in danneggiamento aggravato perchè l’8 marzo del 2002 non ha fermato i lavori di ripascimento, lasciando che la draga Antigoon noleggiata dall’impresa esecutrice Ati Mantovani-Sidra- Gavassino continuasse a scaricare sull’arenile migliaia di metri cubi di fango e pietrame succhiati dal fondale marino. Balletto aveva il dovere e il potere di intervenire, ma è rimasto a guardare: non aver impedito un danno equivale per la legge ad averlo cagionato. La stessa accusa più quella di abuso d’ufficio sono rivolte a Renzo Zirone (avvocato Luigi Concas) e allo staff dirigenziale della Provincia composto da Salvatore Pistis (46), dal dirigente della viabilità Andrea Gardu (60), difesi da Andrea Pogliani, e dal responsabile del procedimento Lorenzo Mulas (53) difeso da Salvatore Casula e Antonio Cabriolu. Mentre il presidente dell’Ati Piergiorgio Baita (57) difeso da Franco Antonelli e Alfredo Biagini, con il dipendente della Sidra che si occupava del ripascimento Daniele Defendi (50) difeso da Leonardo Filippi, sono accusati solo di concorso in danneggiamento aggravato. Sott’accusa per concorso in falsità ideologica aggravata anche i membri della commissione scientifica incaricata — e per questo pagata — di seguire l’intervento sulla spiaggia: sono Andrea Atzeni (63 anni), Paolo Orrù (50), Giovanni Serra (52), Luigi Aschieri (67), i dirigenti Salvatore Pistis e Andrea Gardu con il geologo Antonello Gellon (49), che doveva vigilare sul lavoro a bordo della draga. Qui i difensori sono Francesco Marongiu per i primi tre, Paolo Pirastu per Aschieri e Gianni Locci per Gellon. Infine l’amministratore della società Sarcobit Marcello Vacca (38 anni), difeso da Pierluigi Concas, con Zirone, Gardu e Mulas è accusato di aver stoccato senza autorizzazione 800 metri cubi di rifiuti tratti dalla pulizia della spiaggia nell’area del tiro a volo.
di Mauro Lissia