Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna il 14 settembre 2004

Molentargius, il Comune inquina


QUARTU. È stata una stagione da dimenticare, l’ennesima, per il parco di Molentargius. O meglio, quello che dovrebbe essere un parco, così come prevedeva lo statuto, ventisette anni fa. Ma tra lungaggini amministrative e burocratiche, e l’impresa di trovare un accordo tra gli enti locali, il consorzio che dovrebbe tutelare e valorizzare Molentargius stenta a decollare. Mai come quest’anno l’intera zona è stata colpita da un numero così elevato di incendi, che spesso hanno arrecato danni irreversibili alla flora e all’avifauna che dimora nello stagno. A luglio uno dei roghi più imponenti di quest’anno nel Cagliaritano ha distrutto tre ettari di canneto, con danni enormi per la popolazione dei tanti volatili che nidificano nella zona. Non solo fenicotteri, ma anche germani reali, alzavole, cavalieri d’Italia e gallinelle d’acqua, per un totale di circa duecento specie, diciassette delle quali a rischio estinzione. Ma i problemi del parco non sono solo quelli legati agli incendi. «Oltre ad essere stata in balìa degli incendiari per tutta l’estate - dice Luigi Ruggeri in una nota diffusa dal circolo della Margherita - la zona di Molentargius è utilizzata come discarica abusiva per ogni tipo di rifiuto, ed è spesso terreno di caccia per i bracconieri». Come se non bastasse, a inquinare ci pensa addirittura anche il Comune: in un recente sopralluogo, sono stati scovati, tra le canne, due scarichi fognari che arrivano dalla condotta che trasporta i reflui da via Fiume a Is Arenas. Cosa si sta facendo per impedire questo disastro? «La Provincia ha pensato bene di recintare la zona di via San Benedetto - è scritto nel comunicato - eppure proprio in questa zona l’unico progetto di finanziamento europeo fatto anni fa, prevede percorsi naturalistici e di avvicinamento al mare. Così, la zona rimane chiusa sia ai ladri che ai turisti». Molentargius potrebbe essere il paradiso per gli amanti del birdwatching, data l’importanza dell’avifauna che vi risiede, eppure i capanni di avvistamento costruiti lo scorso anno dalla Provincia ora sono abbandonati. «Questo perché probabilmente il Comune e la Provincia non hanno idea di quale patrimonio rappresenti Molentargius - scrive Ruggeri - Gli enti pubblici si agitano in confusione o brillano per assenza: per loro è solo una questione di poltrone».
di Pablo Sole