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pubblicato da L'Unione sarda il 14 luglio 2010

Poetto, otto chilometri di catrame


La protezione civile del Comune di Cagliari in serata ha effettuato un sopralluogo. Oggi inizierà la bonifica della spiaggia.

Stabilimento balenare dell'Aeronautica: un militare in costume da bagno, armato di tanica, versa la benzina sui piedi neri di una decina di bambini e inizia a sfregare con un fazzoletto. A una decina di metri, spiaggia libera, una quarantenne furente sistema le sue due figlie su un asciugamano, afferra i loro piedini e li riempie di olio abbronzante. Anche lei avvia l'opera di pulizia. Tra gli ombrelloni dello stabilimento del ministero dell'Interno alcuni ragazzini e i loro genitori si improvvisano “operatori ecologici”: schiena china sull'arenile raccolgono gli infiniti “sassolini” neri e appiccicosi. Due di loro mostrano orgogliosi il risultato del loro lavoro: diversi bicchieri colmi di catrame, con dentro un bastoncino, quasi a voler imitare una improbabile granita nera come la pece.
OTTO CHILOMETRI DI CATRAME Sono soltanto alcune istantanee scattate verso le 16 nella spiaggia del Poetto. Mezz'ora prima la battigia era stata invasa da un'ondata di catrame. Si sono salvate solo le prime “fermate”, al riparo dalle correnti del mare. Dalla “quarta” al Margine Rosso l'arenile è stato invaso da pezzi di catrame che ha rovinato la giornata di relax di migliaia di bagnanti. «Una schifezza. Le mie due bambine si sono macchiate i piedi e le gambe. Ora le pulisco e torno a casa», sbotta una giovane mamma. Tra gli ombrelloni le proteste non si contano. «Guardi che orrore», dice un dirigente della Polizia in ferie, indicando la striscia nera sulla sabbia e la corda che unisce le boe, anche questa diventata nera. «Non è certo un bel biglietto da visita», commenta una famiglia proveniente dalla Toscana e che ha scelto il Poetto per trascorrere qualche giorno di vacanza.
L'ALLARME Le segnalazioni dei bagnanti scattano verso le 15,30. Una pioggia di telefonate arriva ai centralini della Capitaneria, del “113” e della polizia municipale cagliaritana. In pochi istanti, davanti al Poetto, appare una motovedetta della Guardia costiera. Alle 19,30 fa rientro alla base: «Non sono state trovate tracce di inquinamento a mare», spiegano i militari.
PROTEZIONE CIVILE La Capitaneria avvisa le amministrazioni comunali che hanno competenza sul Poetto (Cagliari e Quartu). Gli uomini della protezione civile cagliaritana, capeggiati dall'assessore all'Ambiente, Gianni Giagoni, in serata sono in spiaggia per un sopralluogo: «La mareggiata si è ripresa un po' di roba. Abbiamo fotografato le zone più colpite e domani ( oggi, ndr ) inizieremo la bonifica della parte di spiaggia di nostra competenza. Operazione non semplicissima perché i pezzi di catrame sono molto piccoli e in parte finiti sotto la sabbia». Sulle responsabilità il commento è quasi arrendevole: «Purtroppo sarà quasi impossibile risalire alla petroliera che ha fatto il danno».
TROVARE I RESPONSABILI Chi chiede giustizia è il consigliere regionale dei Riformatori, Pierpaolo Vargiu, che ha presentato un'interrogazione urgente. «Siamo davanti all'ennesimo scempio ambientale», spiega. «È intollerabile che, nel pieno della stagione turistica e balneare, possa essere causato un simile danno d'immagine turistica ed è ancora più intollerabile che gli autori del danno possano avere la speranza di farla franca. Chiediamo al presidente della Regione e agli assessori all'Ambiente al Turismo di attivarsi perché in collaborazione con la Saras e la Capitaneria siano individuate le petroliere responsabili dello scempio e siano obbligate a risarcire i danni materiali e di immagine che hanno determinato ai sardi e alla Sardegna». Vargiu va oltre: «La Regione deve attivare un sistema di vigilanza che consenta di difendersi dai nuovi vandali del mare e impedisca il ripetersi di questi incredibili episodi di inciviltà».

di MATTEO VERCELLI

«Sono a rischio tutte le specie di flora e fauna marina»


«Tutte le specie di flora e fauna marina che entreranno a contatto con il catrame sono destinate a morire». Angelo Cau, direttore del dipartimento di Biologia animale ed ecologica dell'Università di Cagliari non usa giri di parole per far capire i pericoli che possono derivare dalla presenza in mare e sulla spiaggia di chiazze oleose e di catrame.
«Questi fenomeni di inquinamento», spiega, «fanno molto male all'ecosistema marino. Le specie che non si possono muovere difficilmente possono sopravvivere. Diversa sorte può toccare alla fauna che, potendosi spostare, riesce a sfuggire al catrame». Il problema potrebbe diventare molto più serio se oltre ai pezzi di catrame arrivati a riva ci fosse anche la presenza di macchie di petrolio in mare: «In questo caso», aggiunge Cau, «sarebbe danneggiata in modo irreparabile la vita larvale. In questo periodo molti pesci hanno deposto le uova. È una fase molto delicata e la sopravvivenza, a contatto con un inquinamento di questo tipo, potrebbe essere quasi impossibile».
Sulla tecnica di raccolta del catrame il professore universitario ha una sua tesi: «Molto meglio se viene effettuata manualmente. L'utilizzo di macchinari rischia di rappresentare un ulteriore pericolo per i micro organismi presenti tra i granelli di sabbia».
Nonostante i militari della Capitaneria abbiano pattugliato lo specchio di mare dalla Sella del Diavolo a Foxi senza trovare tracce di macchie oleose, il direttore del dipartimento lancia comunque un avvertimento: «Sicuramente ciò che è arrivato in spiaggia è soltanto una parte di quello che c'è in mare». Per compiere un'opera di bonifica perfetta bisognerebbe risalire all'origine dell'inquinamento: «Il più delle volte si tratta di petroliere di passaggio che lavano le sentine o le cisterne. Altrimenti ci potrebbe essere stato uno sversamento involontario. Per eliminare le sostanze finite in mare bisognerebbe risalire alla nave che è passata, stabilire la distanza dalla riva e la quantità di roba sversata. Compito quasi sempre impossibile».