pubblicato da L'Unione Sarda il 14 marzo 2004
«Ora parliamo di chi gestisce il bacino imbrifero del Bellarosa, non di poltrone»
Selargius. Il sindaco Sau.
«Occorre un lungo lavoro e un forte impegno per fare diventare veramente realtà questo parco che, al momento, è parco soltanto sulla carta». Così parlò l’assessore Manuela Abis in Consiglio comunale, ed era il 23 febbraio del 1999. Il parco di carta ha più di cinque anni ma ancora non decolla. E, peggio ancora, non si capisce quando potrà farlo. «Secondo alcuni potrebbe partire già adesso, altri pensano di no» riassume il presidente della commissione Ambiente e Urbanistica, Pierandrea Lippi Serra. «La legge regionale che istituisce il parco dice che per farlo partire serve almeno la maggioranza dei soggetti che lo compongono. Il punto controverso è: di quale maggioranza parliamo? Se è la maggioranza del territorio ci siamo, perché Cagliari e Quartu sono d’accordo e insieme hanno il 99,6 per cento della superficie interessata da “Molentargius-Le Saline”. Se invece è una maggioranza numerica no». Maggioranza numerica significa che almeno tre delle cinque amministrazioni pubbliche coinvolte nel progetto si mettono d’accordo. E questo, ancora oggi, sembra l’ostacolo maggiore sulla strada del parco. Gli inconciliabili cinque sono i Comuni di Cagliari, Quartu, Quartucciu e Selargius e la Provincia di Cagliari. I primi due si sono accordati su un tipo di statuto che prevede un consiglio direttivo di tre persone (un presidente e due vice) eletto da un’assemblea di quindici componenti. E sono proprio questi quindici a non piacere a Quartucciu, Selargius e a Palazzo Regio, visto che i due municipi vorrebbero in assemblea i quattro sindaci, il presidente della Provincia, cinque consiglieri comunali cagliaritani e cinque quartesi. La Provincia in realtà ha approvato un suo statuto, che vola alto sulle percentuali da attribuire a ogni ente pubblico, mentre il documento dei due Comuni maggiori prevede una ripartizione certosina: a Cagliari e Quartu il 45 per cento per ciascuna delle quote di partecipazione, 4 per cento a Quartucciu e 3 per cento agli altri due. Ma neanche lo statuto provinciale ha la maggioranza numerica. Selargius lo aveva approvato, e ora il sindaco Mario Sau avverte che «non inseguiremo qualunque bozza sfornata da Cagliari e Quartu. Il punto è che bisogna mettersi d’accordo su cosa fare del parco più che pensare a un posto in più o in meno. Noi poniamo il problema della gestione del territorio e del ruolo di Selargius sul bacino imbrifero del Bellarosa minore. Quanto alle altre questioni, non saremo noi a fare da arbitri nel confronto tra la Provincia e il Comune di Cagliari». E se si pensa che a Cagliari si pensava di poter convincere Selargius ad accettare lo statuto comunale, per raggiungere così la sospirata maggioranza, è chiaro che il decollo del parco si fa ancora più lontano. Né arrivano notizie migliori da Quartucciu: «Il Consiglio valuterà le due bozze di statuto, ma non ora: prima dovrà occuparsi del bilancio. Personalmente mi sembra preferibile quella della Provincia, ma la verità è che andrebbe modificata la legge regionale per garantire pari dignità a tutti i soggetti».
di Celestino Tabasso