pubblicato da L'Unione Sarda il 14 gennaio 2002
E il sale va: ma fino a quando?
Molentargius. L'efficienza degli impianti assicurata dagli ultimi cinque salinieri
sopravvissuti ai tagli del Monopolio.
Le bianche piramidi di sale splendono quasi beffarde sotto il sole di Molentargius. Corteggiate dalle aziende autostradali dell’Italia sconvolta dalle nevicate e dagli ambientalisti di casa nostra, assomigliano tanto a un colosso d’argilla pronto a sfaldarsi da un momento all’altro. La loro efficienza è assicurata da cinque “salinieri” sopravvissuti ai tagli del Monopolio solo per garantire il movimento delle acque. Senza il loro prezioso apporto non solo si perderebbero irrimedialmente qualcosa come un milione di tonnellate di materia prima pronta per l’uso ma un disastro ecologico che resta, comunque, sempre dietro l’angolo.
Ogni giorno nella vasche dove si affacciano i camion e le gru per caricare il sale, si ripete uno stanco rituale. C’è chi parte e chi arriva ma nessuno sa fino a quando. Il clima è quello dell’estrema incertezza anche dopo il sopralluogo del ministro dell’Ambiente Altero Matteoli. Si era chiesto davanti agli interrogativi che si accumulano sulle rive della laguna: «Ma questi problemi non erano stati già risolti? Come mai siamo sempre al punto di partenza?»
In verità è così: siamo sempre al punto di partenza con qualche paradosso in più. Il ministero delle Finanze ha liquidato anche l’ufficio stralcio attivato per il trasferimento delle competenze e degli immobili, ma nell’area occupata dalle saline di Molentargius (con tutto ciò che rappresentano) sembra di essere nella terra di nessuno.
Ma la colpa maggiore, a ben vedere, è proprio del Ministero poiché a tutt’oggi il contenzioso con le imprese che hanno realizzato la prima parte dei lavori di bonifica è ancora aperto. La conseguenza è che la Regione, prima di concludere la procedura del trasferimento, vuole sapere quali sono le cifre spendibili, gli immobili da girare al Comune e al Parco naturale. «Fino a quando non ci sarà il massimo della trasparenza - dice l’assessore Emilio Pani - i tempi non possono che allungarsi. Noi siamo pronti a recitare sino in fondo la nostra parte ma non vogliamo trovare sorprese tra le righe di ogni possibile accordo».
Uno dei punti controversi riguarda il sale: nelle vasche chiuse vent’anni fa per infiltrazioni inquinanti (che ai comuni di Quartu, Quartucciu e Cagliari sono costati multe per svariati miliardi) ce ne sono circa un milione di tonnellate che l’Eti (ente tabacchi italiani) sta vendendo ad aziende nazionale come prodotto non commestibile. Ventimila lire la tonnellata fanno una bella cifra che ovviamente fa gola alla Regione ma anche all’ex Monopolio che così può chiudere alla grande la sua avventura in Sardegna dopo la chiusura della Manifattura.
A tutto questo bisogna poi aggiungere che le Saline sono state inserite a tutti gli effetti nel parco naturale che si cerca con affanno di far crescere e di dotare di un ente gestore. Proprio recentemente si è scoperto che non esiste una cartografia sicura delll’intera zona umida, delle competenze e delle proprietà. Roba da non credere: Molentargius è terra di molti ma anche di nessuno. Se ne sono accorti anche i cagliaritani che ieri hanno visitato la laguna. Solo discariche e cani randagi.
di Giovanni Puggioni