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pubblicato da La Nuova Sardegna il 13 aprile 2002

"La sabbia non diventerà mai bianca"


Resi noti dal Wwf i risultati di un'indagine sulla qualità del 'nuovo' arenile del Poetto

CAGLIARI. Due tipi di sabbia assolutamente incompatibili. La prima (quella bianca): estremamente fine con granuli chiari, brillanti e riflettenti. La seconda (quella del ripascimento): molto più grossa, di colore grigio scuro e decisamente meno luminosa.
E ancora. "È improbabile che la sabbia di ripascimento possa schiarirsi in pochi mesi o in pochi anni per effetto di agenti meteorologici e/o di ossidazioni spontanee di natura biologica o chimica. In particolara se ci si aspetta che la sabbia possa schiarirsi per effetto della decomposizione delle sostanze organiche, si rischia di andare incontro a un'amara delusione". Sono questi i risultati di un'indagine, commissionata dal Wwf, sulla sabbia del Poetto.
"Solo l'eliminazione di tutti i carbonati presenti e un trattamento con acido cloridrico, permanganato di potassio - spiegano Giorgio Spiga (chimico) e Mario Figus (ingegnere minerario), autori della campionatura e delle analisi - permetterebbe di schiarire leggermente la 'nuova' sabbia".
Secondo gli esperti è difficile ipotizzare anche un intervento artificiale di omogeneizzazione della granulometria della nuova con la vecchia sabbia. "Un intervento di questo tipo - sostengono - porterebbe alla rimozione di circa il cinquanta per cento della sabbia di ripascimento e in ogni caso non risolverebbe il problema del colore".
Ecco quindi che il Wwf, sulla scorta dell'indagine sulla qualità delle sabbie di ripascimento della spiaggia del Poetto, ha deciso di rivolgere ai tecnici della Provincia una serie di quesiti.
A loro sarà chiesto quali metodi sono stati seguiti per campionare la sabbia. Le modalità con cui è stato scelto il giacimento e quali problemi sono stati incontrati. "In modo da capire se la fretta e/o il risparmio possano aver in qualche modo condizionato le operazioni". Come sono stati elaborati statisticamente i dati ottenuti. E se siano previste misure correttive.
La lettera sarà inviata a nome del Wwf.
Ma come è stata condotta l'indagine voluta dagli ambientalisti?
Prelievo dei campioni - Il 16 marzo 2002 sono stati prelevati tre campioni della 'vecchia' sabbia e due di quella appena deposta. I primi presso la quinta fermata, la settima e la duna del vecchio ospedale Marino. I secondi vicino allo stesso ospedale e nella zona dello stabilimento balnerare 'Il Lido'.
Preparazione dei campioni - Tutti i campioni prelevati sono stati essiccati in una stufa a 100º C per una notte e omegeneizzati mediante agitazione meccanica. Quindi sono stati in parte finalizzati mediante macinazione in un mulino con giara in acciaio. Una parte destinata alle analisi chimiche e l'altra all'effettuazione delle analisi granulometriche e all'esame morfologico.
Esame morfologico e analisi granulometriche - Nella sabbia originale sono stati osservati, prima e dopo un lavaggio con acido cloridrico al 10 per cento, rari granuli di colore nero o bruno. Una prevalenza di quarzo e feldspatici trasparenti o fortemente riflettenti. In quella 'nuova', invece sono state notate elevate concentrazioni di granuli di colore grigio scuro di materiale carbonatico. E di colore nero, probabilmente costituiti da litici provenienti da rocce differenziate basiche. Spesso presenti nelle formazioni granitiche.
Determinazioni analitiche - Sui campioni sono state effettuate una serie di indagini analitiche: determinazione dei carbonati mediante calcimetria, determinazione della perdita al fuoco a 900º C, determinazione della solubilità in acido cloridrico a caldo, analisi elementare mediante spettrometria di fluorescenza dai raggi X, analisi elementare mediante spettroscopia di emissione atomica con sorgente al plasma. Infine l'analisi mineralogica mediante diffrazione dei raggi X che permette di individuare le specie mineralogiche presenti in ogni campione.
Ne è risultato che entrambe le sabbie sono composte da quattro elementi fondamentali: quarzo, microclino, albite e carbonato di calcio e magnesio. Naturalmente in diverse percentuali.
Ricostruzione dei campioni per fasi mineralogiche - La sabbia originale è risultata avere una composizione mineralogica con elevata prevalenza di quarzo e feldspati sui carbonati (circa 90/5). Mentre quella di ripascimento ha una composizione prevalentemente carbonatica, in concentrazione superiore al 50 per cento. E le sostanze oganiche sono presenti in concentrazione molto bassa nella 'vecchia' sabbia. Nell'altra, invece, sono stimabili intorno al 3 per cento.
Prove di trattamento - Queste prove sono state effettuate utilizzando sodio ipoclorito e potassio permanganato. Ebbene quella con il primo reagente non ha subìto alcun risultato. Un certo effetto di schiarimento è stato conseguito con il secondo reagente. Tuttavia gli esperti non escludono che questo effetto sia dovuto a una non completa eliminazione del gesso o alla formazione di patine bianche di solfato di calcio sulla superificie di granuli carbonatici.