pubblicato da L'Unione Sarda il 13 marzo 2002
Poetto. Incubo sabbia nera
I lavori contestati sulla spiaggia sembrano aver aggravato i problemi degli operatori.
Non decolla. Considerata la sua ricchezza potenziale, il Poetto-industra ha un
bilancio misero: 15 miliardi (di lire) l'anno, giro d'affari che potrebbe però
raddoppiare se - sognano esercenti e operatori commerciali - venissero moltiplicate
attività e proposte per bagnanti e turisti. "Si può fare di più e ricavare
almeno il doppio", concordano gli addetti ai lavori. Chiariscono: "Così come
sono organizzati, i tredici chilometri di lungomare da Marina Piccola a
Margine Rosso offrono ancora troppo poco". Non c'è un albergo, per esempio.
"Assurdo, se l'obiettivo è catturare i turisti".
Aspettando l'arrivo della grossa condotta spara-sabbia (ieri all'altezza
della quarta fermata) baristi e titolari degli stabilimenti balneari trattengono
il respiro. Osservano la nuova rena grigio-piombo vomitata dalla draga "Antigoon",
fremono: "Speriamo funzioni, che la sabbia schiarisca". Altrimenti? Mario D'Aquila,
71 anni, proprietario dello stabilimento fondato dal padre nel 1925, non prende
neppure in considerazione l'ipotesi: "Vedrete, diventerà bianca. Bisogna
pazientare, dare tempo al tempo". Nella spiaggia del suo stabilimento (il
D'Aquila, 350 cabine, prenotazioni degli abbonamenti per la prossima stagione
balneare dal 16 marzo al 7 aprile) una trentina di persone si scaldano al sole.
Mancano gli ombrelloni ma sembra già estate. "Ci stiamo preparando", spiega
il decano degli operatori turistici del Poetto: "Pulizia delle cabine,
intonaco nuovo, pianellamenti. Negli ultimi anni abbiamo speso centinaia
di milioni per migliorare lo stabilimento". Ne è valsa la pena: "Il lavoro
non manca, si vive bene, ripaga la mia famiglia - tra figli e nipoti siamo
in otto - e, nei mesi estivi, i nostri 15 dipendenti". Da 80 anni in prima
linea: "Le mareggiate hanno divorato l'arenile, la rotonda è ora sul mare,
una ventina d'anni fa era sulla sabbia".
D'Aquila, Lido, Ottagono, gli altri stabilimenti con i pochi
ristoranti-pizzeria, i baretti, il parco divertimenti per bambini,
il cinema notturno a Marina Piccola: cosa manca? D'Aquila: "Servizi
esterni agli stabilimenti, occasioni di svago e d'incontro che possano
rendere il litorale, non soltanto il breve tratto D'Aquila-Lido, un polo
d'attrazione per i turisti". Paola Naitana (proprietaria dello stabilimento
Lido, 1082 cabine, fra i più grandi d'Italia) conta i sacchetti di sabbia
sistemati nel '95 per salvare la spiaggia antistante gli spogliatoi: "Cinquemila.
Spesi un sacco di soldi. Ma ora, per fortuna, sta per arrivare la nuova sabbia".
Nera. "Speriamo schiarisca. Abbiamo saputo che il bagnasciuga davanti al nostro
stabilimento avanzerà di 40 metri".
Sergio Mascia, presidente della cooperativa "Poetto services" (raggruppa i
chioschi della spiaggia su una superficie complessiva di 350 metri quadrati)
sa che un litorale attrezzato porterà vantaggi a tutti gli operatori: compresi
quelli in attività da anni. "Ogni titolare di baretto", spiega, "ha una spesa
fissa annua di un milione e mezzo di lire: un milione e 100 mila lire di tassa
sul diritto di superficie, più altre imposte. A questo vanno aggiunte le spese
di gestione". Il guadagno. "C'è, ma solo perché la si esercita con una conduzione
familiare: chi lavora nei chioschi ha fatto e fa grandi sacrifici per garantire
il servizio ai bagnanti e ai clienti in genere. Non si dimentichi che molti
baretti aprono tutto l'anno". La cooperativa ha un miliardo e mezzo di lire
da spendere: "Servono per costruire i nuovi bar sulla strada pedonabile:
saranno simili ai vecchi casotti abbattuti nell'84". Incerta la data del
trasferimento: "Aspettiamo il via libera dalla Regione".
Leandro Vargiolu, dell'Associazione lungomare Poetto, crede sul Poetto-industria:
"Oggi dà lavoro a circa 300 persone e consente di raggiungere un giro d'affari di
15 miliardi di lire". Non basta. "Assolutamente no. Le potenzialità del litorale
sono enormi, però mancano troppe cose perché possa decollare e diventare un volano
per l'industria turistica. Da Marina Piccola e Margine Rosso mancano o sono presenti
in numero insufficiente edicole e quella serie di negozietti che attirano i turisti:
si pensi alle rivendite di creme solari, di giochi e gadget e punti di ristoro".
Valuta: "Se oggi si riesce a guadagnare circa 15 miliardi di lire, è facilmente
intuibile che la nascita di tante piccole attività porterebbe nuova ricchezza.
In un triennio aumenterebbero giro d'affari e numero di lavoratori. Non è azzardo
supporre che le cifre attuali potrebbero raddoppiare". Più lavoro e più soldi
anche a costo di avere una spiaggia con grandi chiazze nere? "La salvaguardia
dell'ambiente è il primo obiettivo di chi opera nel lungomare. Senza una
spiaggia protetta non ci può essere sviluppo: ne oggi né in futuro".
di Pietro Picciau
Pani: è stata la scelta più giusta
Dopo quello della Provincia arriva il "no" della Regione: la draga
"Antigoon" continuerà a sparare nuova sabbia sulla spiaggia del Poetto.
Anche se il colore grigio-piombo e la granulometria hannno spinto l'altro
ieri Legambiente a chiedere la sospensione temporanea dei lavori di
ripascimento per fare delle verifiche. "Da ex casottista che ha vissuto
per almeno 12 anni le stagioni balneari al Poetto", dice l'assessore
regionale all'Ambiente Emilio Pani, "dico che la sabbia nera la si
trova in spiaggia a una profondità di 50 centimetri: basta scavare
con le mani. Questo per confermare che non ci si deve preoccupare:
la rena schiarirà. Ho partecipato al ministero a numerose riunioni
per scegliere il progetto migliore: quello adottato dalla Provincia
è il più appropriato". L'esempio di Ostia: "Non solo. Anche il presidente
della Campania , Bassolino, ha fatto svolgere lo stesso tipo di ripascimento
in una spiaggia della sua regione". Risultato? "La sabbia era nera poi ha
cominciato a schiarire". Sulla questione-Poetto è intervenuto con una nota
anche Piergiorgio Massidda, deputato di Forza Italia. "Basta con questi
allarmismi. Al di là della prima sorpresa destata dal colore scuro della
sabbia, ricordiamoci che il ripascimento della spiaggia del Poetto è
un'operazione che ha il conforto scientifico di eminenti cattedratici,
oltre ad essere stata già sperimentata con successo altrove. Ricordo
che l'alternativa al recupero della sabbia dai fondali sarebbe stato
l'impiego di materiali di cava. Solo in quel caso ci saremmo trovati
di fronte a un'operazione che avrebbe snaturato la nostra spiaggia".