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pubblicato da Il Sardegna il 12 maggio 2007

«Poetto, la sabbia è giusta»


Tribunale. Al processo sul ripascimento un esperto geologo emiliano giura: «L'intervento fu corretto»
"Qualunque addetto ai lavori direbbe che quella del Poetto è sabbia". Lo dice uno fra i massimi esperti di ripascimenti in Italia. Renzo Valloni, docente di Geologia a Parma, è stato sentito ieri come testimone nel processo per i danni derivati alla spiaggia dei centomila dal ripascimento del 2002. Una versione antitetica rispetto a quella dei consulenti nominati dai pubblici ministeri, che arrivavano a definire "materiale" la sabbia pescata dai fondali marini e riversata sopra quella originaria. Valloni, che per conto della commissione di collaudo, a lavori finiti, aveva effettuato delle analisi su campioni di sabbia nuova, ha affermato senza mezzi termini che l'operazione è ben riuscita.
MA SOPRATTUTTO l’esperto ha spiegato che le sabbie fini vanificherebbero lo scopo di qualsiasi ripascimento, cioè combattere l’erosione dell’arenile ad opera del mare e del vento. «È fondamentale evitare materiali fini perché ostacolano il drenaggio dell’acqua in caso di mareggiate e sono i primi ad essere portati via dal mare. Una granulometria superiore dà maggiori garanzie di consolidamento e mantenimento». In perfetta sintonia con Valloni anche Leopoldo Franco, professore universitario esperto di idraulica marittima, incaricato dalla Provincia di studiare l’evoluzione futura del Poetto negli anni successivi all’intervento: «Il ripascimento è prima di tutto un’opera di difesa - ha affermato - la sabbia fine si disperde quasi subito. In questo tipo di progetti la regola è utilizzare sabbie grossolane».
di Edoardo Pisano