pubblicato da L'Unione Sarda il 12 maggio 2005
Molentargius. Proteste a Is Arenas e in via Don Giordi «Nel parco troppa polvere, zecche e topi»
Convocati al Poetto da Legambiente, continuano nello scontro sulla concessione
Polvere, topi e zecche nelle strade del parco. I residenti delle vie Don Giordi e Is Arenas sono sul piede di guerra: l'asfalto ecologico utilizzato dagli operai del consorzio Ramsar per sistemare le strade sterrate del Molentargius sta di nuovo creando enormi problemi. La polvere, come borotalco, avvolge tutto, piante e animali compresi, costringendo gli abitanti a tenere le finestre sempre chiuse. A complicare le cose le zecche che hanno già fatto la loro comparsa nei numerosi campi incolti della zona e i topi che imperversano ovunque. Quanto basta per far prendere ai residenti la decisione di sfilare in corteo di protesta lungo l'area umida. «Perché così davvero non possiamo continuare», spiegano alcuni rappresentati del comitato di residenti. «Altro che sistemare le cose, qui è sempre peggio. Ogni anno si ripresenta il problema della polvere. Non si riesce più a respirare e qui c'è anche gente malata, che soffre più di altri questo disagio». Una buona notizia c'è: il commissario straordinario del Parco, Antonio Conti, ha promesso «il completo rifacimento delle strade per colmare le buche provocate dal passaggio delle auto ad alta velocità». Ma ce n'è anche una brutta: il manto ecologico che verrà utilizzato sarà pressoché lo stesso e questo vuol dire ancora polvere. «Per questo abbiamo deciso di far sentire la nostra voce in modo concreto», aggiungono i residenti. «Avranno pure costituito un Consorzio di gestione ma per noi la situazione è rimasta tale e quale». L'arrivo della bella stagione ha poi contribuito al proliferare delle zecche. Troppi i terreni invasi di erbacce dove troppo spesso i pastori, nonostante i divieti, continuano a portare al pascolo le greggi. E le campagne circostanti sono il covo di enormi ratti che arrivano fino alle abitazioni alla ricerca di cibo. A pochi giorni dalla nomina del presidente del Consorzio, nel Molentargius sono tanti i problemi da risolvere.
di Giorgia Daga