pubblicato da Il Sardegna il 12 aprile 2010
Musicisti in spiaggia contro il PUL «I chioschi non si tocano»
La protesta. Il movimento "Povero Poetto": «I baretti sono diventati luoghi di aggregazione culturale»
Raccolta di firme e mobilitazione
a oltranza per salvare i
baretti del Poetto e salvaguardare
quelli che, ormai, sono diventati
luoghi di aggregazione
dove organizzare concerti di
musica dal vivo e manifestazioni
sportive e culturali. Il movimento
spontaneo "Povero Poetto" dichiara guerra al Piano di
utilizzo del litorale (Pul) e chiede
alle Istituzioni interessate di
ascoltare le esigenze e le idee di
chi, in dieci anni, ha valorizzato
e vissuto i chioschetti.
IERI I PROMOTORI del movimento,
tra i quali Alessandro
Spedicati, voce dei Sikitikis, si
sono riuniti al Corto Maltese
per spiegare i motivi dell'iniziativa
e decidere quali passi portare
avanti per salvaguardare e
mantenere il Poetto come luogo
di aggregazione culturale per i
cagliaritani e per tutti coloro
che frequentano i chioschi.
«Ci teniamo - hanno spiegato
- a sottolineare che siamo apolitici,
apartitici e no profit. Sono
ormai più di dieci anni che il
Poetto non si caratterizza più
esclusivamente come spiaggia
per la balneazione, ma offre ai
propri utenti una serie di intrattenimenti,
anche di notte, attraverso
l'organizzazione di concerti
di musica dal vivo, karaoke,
balli, manifestazioni sportive
e culturali in genere». Nel
documento presentato ieri da
"Povero Poetto" è scritto che «il
fermento culturale che si è venuto
a creare attraverso queste
iniziative ha oltrepassato i confini
della Sardegna e rappresenta
ormai una vera e propria attrattiva
per i turisti provenienti
da varie parti d'Italia e d'Europa.
Alla luce dei recenti provvedimenti
giuridici e amministrativi
che incombono sui
"chioschetti", i cittadini cagliaritani
rischiano di "perdere" uno dei principali luoghi di aggregazione
della propria città».
«Da domenica - ha spiegato
Alessandro Spedicati - inizieremo
una raccolta di firme a oltranza
e a maggio organizzeremo
manifestazioni musicali e di
protesta affinché il Comune di
Cagliari ascolti anche la nostra
voce. Chiediamo - ha proseguito
- un incontro per presentare
le nostre proposte da inserire
nel Pul, che riguardano sia il
pubblico spettacolo, sia il miglioramento
dei servizi di trasporto,
con particolare attenzione
per i disabili, e dei servizi
igienici che devono essere collegati
alla rete fognaria». Il movimento
"Povero Poetto", che
sui social network tra cui Facebook,
ha raggiunto 10mila contatti,
non si fermerà fino a quando
le sue proposte non solo saranno
ascoltate, ma anche inserite
nel Pul. «Il primo passo -
ha concluso Spedicati - è esporre
le nostre proposte. Ma non ci
accontenteremo delle parole, la
nostra azione proseguirà fino a
quando non sarà approvato il
Pul, rivisto e corretto».
di ENRICA LA NASSA