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pubblicato da La Nuova Sardegna il 12 marzo 2002

«E' tutto regolare, interrompere sarebbe un danno»


Il geologo marino Antonio Ulzega: «I composti delle sabbie sono identici, il diverso cromatismo è temporaneo»

CAGLIARI. Sabbia nera, granulometria diversa? Per cercare di capire, ne abbiamo parlato con Antonio Ulzega, geologo marino direttore del Centro interdipartimentale dell'università di Cagliari per le ricerche sul mare e l'ambiente marino, studioso considerato un numero uno in campo internazionale. Professore, che cosa sta capitando: si è sbagliato nella scelta della sabbia? «No, la sabbia che si sta immettendo è stata studiata da tempo, addirittura da anni. In termini mineralogici, è assolutamente comparabile a quella del Poetto». Ma il colore quasi nero, ha spaventato molti... «Beh, dove è stata immessa, in due giorni è già diventata grigia». Però è ancora scura... «E normale che sia così. L'attuale cromatismo è un fatto temporaneo che sparirà. Si tratta solo di avere un po' di pazienza. Anche la sabbia che si sta importando ridiventerà chiara attraverso un insieme di fattori ambientali che ne determineranno la colorazione: ossigenazione, raggi ultravioletti del sole, azione dinamica e meccanica del mare e del vento che provocherà il movimento delle sabbie. Volere tutto subito è come pretendere che un uomo gravemente malato (la spiaggia) con tante piaghe, una volta entrato in ospedale, guarisca di colpo». Di che cosa è composta la nuova sabbia? «E fatta prevalentemente di quarzo, feeldspati (minerali sialici), bioclasti (frammenti di gusci degli organismi) e in modo molto sdubordinato, litoclasti (frammenti di rocce varie). Composti che sono esattamente gli stessi dell'insieme delle sabbie già presenti al Poetto. Ripeto: entrambe le sabbie sono simili. Erano tutt'e due sabbie litorali emerse, quando il mare era più basso e arretrato rispetto ad oggi, circa 8-9mila anni fa. Tutto questo è scientificamente noto». E stato detto che la granulometria è diversa, più grossolana... «Nella spiaggia del Poetto vi sono tutte le granulometrie, dalle fini a quelle più grossolane, come nelle sabbie appena immesse. Il compito della distribuzione su tutto il lungomare spetterà alla dinamica del litorale». Da dove è stata prelevata al sabbia? «Da un'area a circa 3-4 miglia dalla costa, in una zona al di sotto del limite inferiore delle praterie di posidonia oceaniche (in modo da non danneggiarle)». Quali i tempi per riavere un colore uniforme, come sabbia preesistente? «Difficile dirlo. Dipende dall'entità delle dinamiche in gioco. Penso che nel giro di qualche estate l'insieme della sabbia andrà a regime. Per ridurre il Poetto com'è oggi (molto male), l'uomo ha impiegato almeno settant'anni, non è pensabile che in due o tre giorni si ricuciscano tutte le ferite. Tra l'altro alcune delle concause dell'attuale disastro sono ancora lì, sulla spiaggia. E parlo degli stabilimenti il D'Aquila, il Lido, L'Ottagono e di quelli militari, che andrebbero tutti rimossi». E stato chiesto di interrompere momentaneamente l'immissione della nuova sabbia sul litorale, per fare nuovi controlli... «Sarebbe un errore. Come ho accennato, da diversi anni vi sono studi scientifici che dovrebbero tranquillizzare tutti e che dimostrano che l'opera di ripascimento della sabbia procede correttamente. Fermarsi adesso sarebbe come una mezza terapia interrotta all'inizio».
di Roberto Paracchini