pubblicato da La Nuova Sardegna il 12 febbraio 2008
«Una ricchezza da sfruttare»
CAGLIARI. «Per riprendere la produzione dell’industria del sale sono necessari nuovi
finanziamenti», afferma Mariano Mariani, direttore generale del parco di Molentargius.
Nelle settimane scorse la presidenza del Consorzio di gestione (Gigi Ruggeri) e il il
direttore hanno sottolineato la necessità di atti da parte della Regione per rimpinguare le
casse del Consorzio. Sino ad ora il parco ha proceduto con un milione e quattrocentomila
euro all’anno, «appena sufficienti per la manutenzione ordinaria del compendio, non per
lo sviluppo della zona umida», precisa Mariani. La Regione, da parte sua, ha promesso
che nella Finanziaria saranno reinseriti i fondi (la stessa cifra annuale avuta sino ad ora)
che dovrebbero permettere altri tre anni di gestione del compendio naturalistico. «Ma per
la ripresa della produzione - spiega Mariani - occorre uno stanziamento minimo di cinque
milioni. Inizialmente dovremo puntare a una produzione di circa 30-40mila tonnellate
all’anno, mentre nei primi anni Ottanta del secolo si era arrivati a 130mila tonnellate.
Secondo questo progetto verrebbero utilizzate solo le vasche salanti lungo il litorale
Poetto, da Quartu al quartiere La Palma». Ma prima di arrivare alla raccolta del sale
dovranno passare dai 4 ai 5 anni, «indispensabili per rimettere in funzione il compendio».
L’assessorato regionale all’Ambiente ha fatto presente, però, che non è compito del parco
gestire le saline. «Sono d’accordo - afferma Mariani - e noi vogliamo farlo solo nella
fase di avvio: per verificare che tutto sia compatibile con l’ecosistema. Poi pensiamo che
si debba fare un bando». Inoltre «solo se il parco disporrà degli edifici delle saline
sarà possibile fare le iniziative complementari al parco: dal termalismo alle attività
museali e di ricerca con un laboratorio di scienze ambientali». E i soldi? «Con un bando
di evidenza pubblica i privati ristrutturerebbero gli edifici conm in cambiom la loro
gestione (per queste attività) per un certo numero di anni».
di (r.p.)