pubblicato da La Nuova Sardegna il 12 febbraio 2008
Saline, domani la firma dell’accordo
Dopo anni di contenzioso coi Monopoli, il compendio passa alla Regione
Una permuta per avere gli edifici un tempo utilizzati dall’industria del sale
CAGLIARI. Per Molentargius si tratta di
una svolta storica. Il passaggio completo delle
saline alla Regione si stava perseguendo
da anni. La vicenda racconta di un lungo contezioso
tra il governo dell’isola e i Monopoli
di Stato: non per gli specchi d’acqua, ma per
gli edifici che le saline utilizzavano come uffici,
abitazioni e officine. Ora, se non vi saranno
altri ritardi e slittamenti (l’accordo doveva
essere siglato già venerdì scorso), domani
si firmerà il passaggio definitivo. Per l’occasione
dovrebbe arrivare a Cagliari anche Elisabetta
Spitz, direttrice del demanio di Stato.
Sino ad ora, in pratica, le cedoline del «gratta
e vinci» hanno bloccato la ripresa delle saline.
La sede dell’ex direzione dell’industria
del sale è, infatti, tutt’ora occupata dagli uffici
dei Monopoli in cui l’attività del «gratta e
vinci» ha un ruolo molto importante.
Era proprio questa struttura
(la più prestigiosa) che lo Stato
centrale, assieme ad altre, non
voleva cedere. Davanti al palazzo
si notano due targhe: a destra
una in marmo, antica,
con su scritto «Direzione
delle saline»; a sinistra una in
vetro, recente, in cui si legge
«Ministero delle Finanze, Ispettorato
compartimentale dei Monopoli
di Stato».
Ora sembra che l’accordo sia
stato raggiunto con una permuta
che dovrebbe portare ai Monopoli
l’edificio utilizzato per
l’assessorato ai Trasporti. Inizialmente
si era ipotizzato di cedere
alcune strutture di via Biasi,
poi si è optato per quello dei
Trasporti: costruzione che la
Regione aveva tentato di vendere
ma senza successo. Da qui
l’offerta ai Monopoli in quanto
bene alienabile.
Sino ad ora è della Regione
solo l’edificio dei Saliscelti,
già passato alla direzione del
parco di Molentargius. Ma se
domani l’intesa per il passaggio
sarà firmata il parco immobili
verrà ampliato a quindic altri
edifici. E così inizierà un’altra
storia, quella della ripresa della
produzione del sale e del decollo
del parco. Un importante passo
in avanti che aprirà nuovi
problemi: quelli delle risorse
economiche, attualmente inesistenti,
per la ripresa di questa
attività.
Salendo le scale dell’ex direzione
delle saline si ha l’impressione
di entrare in un caseggiato
importante. Lo stabile risale
agli anni Trenta, soffitti
altissimi, ambienti spaziosi,
arredamento in legno massiccio.
Una storia gloriosa alle
spalle, in questi anni offuscata
dall’essere stato il pomo della
discordia che per cinque anni
ha bloccato il pasaggi alla Regone
di tutto il compendio. Per anni
il ministero del’Economia
si è trincerato dietro il fatto che
lì aveva trasferito gli uffici
amministartivi dei Monopoli.
Nove anni fa quelle strutture si
trovavano in via Sonnino, in locali
affitto. Poi lo spostamento,
per risparmiare. E così, oggi,
in quell’antico edificio si contratta
ancora di concessioni per
le tabaccherie, di lotto, lotterie,
totip, videogiochi, totocalcio
e bingo. E dei quasi cinquanta
impiegati che operano
nell’ex direzione saline solo
quattro si interessano, attualmente,
del mestiere d’origine.
Ora questo edificio passerà alla
Regione, assieme alle costruzioni
delle officine, dei depositi
e di quelle che contenevano i
macchinari per la produzione
di energia. Più nove palazzine
dove abitavano i dipendenti.
Per anni gli ambientalisti e
la direzione del parco hanno sostenuto
che le saline sono un
compendio unitario e che il
parco potrà svilupparsi se al
suo interno (nelle nuove strutture)
vi saranno molteplici iniziative:
culturali ed economiche
ecologicamente compatibili.
Ora la nuova scommessa.
di Roberto Paracchini