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pubblicato da L'Unione Sarda il 12 gennaio 2005

«Per le dune non c'è fretta» La Regione replica a Balletto


Intanto prosegue l'inchiesta sul ripascimento

«Per le dune non c'è fretta e in ogni caso non prima di aver capito cosa è successo al Poetto col ripascimento». In parole povere è la replica dell'assessore regionale all'ambiente Tonino Dessì al pressing del presidente della Provincia Sandro Balletto che gli ha chiesto di bruciare i tempi per realizzare quello che gli addetti chiamano «il cordone dunale». Niente da fare per questo intervento-bis anche se c'è la stagione balneare vicina (ed anche le elezioni). Che cosa è il cordone dunale? Una barriera naturale per evitare che la sabbia scappi via. Qualche giorno fa il presidente Balletto l'aveva sponsorizzata in una lettera inviata all'assessore regionale, proponendo un intervento sperimentale in un piccolo tratto. Quanto basta «per verificare l'efficacia protettiva in contrapposizione alle mareggiate e ai forti venti che negli anni assieme ai prelevamenti indiscriminati di sabbia ad opera dell'uomo hanno eroso l'arenile cagliaritano». Così scriveva Balletto chiedendo alla Regione un «segnale per concordare tempi e modi», visto che la stagione balneare «impedirà di completare il progetto elaborato nel 1999 dall'amministrazione Scano». Ieri l'assessore Dessì ha chiuso il discorso: «Nel mese di luglio - spiega in una lettera inviata anche al sindaco e al commissario di Quartu - la Provincia presentò in una riunione tecnica le linee essenziali di un progetto per la realizzazione del cordone dunale nel litorale del Poetto, richiedendo un parere tecnico ai vari enti». In quell'occasione la Regione «manifestò l'impegno per un esame tempestivo del progetto», a patto che la Provincia presentasse «la documentazione relativa all'attività di monitoraggio» sul ripascimento. Motivo: «solo attraverso una costante attività di monitoraggio possono essere valutati i completamenti e i correttivi ad interventi su compendi ambientali già di per sé delicati». Insomma andiamoci coi piedi di piombo. Ma «agli atti dell'assessorato regionale non risulta alcuna risposta alla richiesta di tale documentazione né alcuna informazione da parte della Provincia sull'attività di monitoraggio». Nel frattempo la Regione ha riunito tre esperti con l'incarico di indagare su quello che è capitato al Poetto. In conclusione Dessi chiede a Balletto di «far pervenire tutte le informazioni richieste» sul cordone dunale, assicurando tutta la «collaborazione necessaria». Altrimenti niet: «non ritengo auspicabile alcun intervento ulteriore sul Poetto che non sia preceduto da accurati approfondimenti tecnici-scientifici: la fretta nell'imminenza della stagione balneare è già stata causa di fatali errori in precedenti occasioni». L'inchiestaIntanto sul ripascimento del Poetto va avanti l'indagine affidata ai sostituti procuratori della Repubblica Daniele Caria e Guido Pani. Ieri a palazzo di giustizia i due pubblici ministeri hanno convocato e ascoltato alcune persone ritenute a conoscenza dei fatti. La sensazione è che entro breve tempo potrebbero emergere importanti novità. I magistrati stanno concentrando le loro indagini sui giorni immediatamente successivi ai primi sversamenti della draga Antigoon nella spiaggia dei centomila, cominciati l'8 marzo del 2002. Subito dopo ci fu la sollevazione popolare e le forti proteste delle associazioni ambientaliste per l'evidente colore grigio-topo della sabbia, prelevata al largo di Is Mortorius. Nonostante ciò la draga non arrestò i lavori. Gli indagati sono dodici: tra loro l'ex assessore provinciale Renzo Zirone.