pubblicato da La Nuova Sardegna il 12 gennaio 2005
Balletto-Guadagnini, volano insulti
CAGLIARI. Tocca il Poetto e scatenerai l'inferno. Copione rispettato: fra Sandro Balletto e Giacomo Guadagnini è finita a colpi di 'cialtrone' e di 'ignorante', fra documenti sventolati e verità smentite. E' clima elettorale anche se nessuno sa ancora quale sarà la data delle elezioni. Un rientro in aula nelle peggiori tradizioni del consiglio provinciale, quattromila euro spesi per una seduta che è servita solo a inasprire le inimicizie fra sponde politiche.
E' cominciata con un'interrogazione di Guadagnini, assessore ai lavori pubblici quando il ripascimento era solo un progetto: "Lei ha sostenuto in un'intervista alla Nuova Sardegna che io avrei trascurato la valutazione d'impatto ambientale - ha detto rivolgendosi a Balletto - ma questi atti dimostrano il contrario...". E gli atti sembrano davvero dimostrare il contrario: lo studio c'era e risulta in un documento della Regione datato 10 novembre 1999. Che poi non fosse indispensabile, trattandosi di intervento di protezione civile, sembra sia stata la stessa Regione ad affermarlo in una nota del 5 ottobre 2001, quando il presidente era già Balletto. Ma il presidente - innervosito per una precedente interrogazione di Ignazio Congiu (Diesse) sul caso Zirone junior e scazzottate connesse ("su questo non intendo rispondere per non espormi ad ulteriori aggressioni di chi vuole speculare su questo episodio") - ha insistito sull'esistenza di altri atti ("domani li darò alla stampa") che dimostrerebbero l'esatto contrario: alcuni li ha citati a memoria. Quindi non è finita qui.
Ma al di là dei contenuti sono i toni e il contenuto del confronto ad aver scaldato l'aula 'nobile' di palazzo Viceregio: Guadagnini è stato accusato di dire parolacce ("cialtrone chi dice parolacce" ha provocato e ripetuto il presidente) mentre Balletto, che ha clamorosamente toppato la risposta al consigliere-suggeritore Ernesto Curreli confondendo l'incidenza con l'impatto ambientale, è finito tacciato di "ignoranza senza limiti" da Guadagnini, fra gli sghignazzi dell'opposizione: "Studi, presidente".
In mezzo ci sta un'estenuante diatriba tra l'ex assessore del centro-sinistra e il presidente del consiglio Mauro Contini (Fi) sull'opportunità che Guadagnini potesse intervenire nel dopo-interrogazioni con la formula assembleare del fatto personale: correttamente Contini, che in base a un'interpretazione del regolamento era per il diniego, ha chiesto il voto all'aula. Ne è nato un fuggi-fuggi dai banchi del centro-destra, con Balletto fuori dall'aula e Paolo Camedda (An) che urlava "imboscati" ai colleghi spariti nelle stanze attigue. Il 9-7 finale con due astenuti che ha consentito all'esponente dei Ds di difendersi da un'altra accusa suggerita con interrogazione-bis da Curreli: il tecnico incaricato dalla giunta di centro-sinistra di progettare un ponte sulla strada di Serbariu avrebbe sbagliato i calcoli, pregiudicando il collaudo dell'opera. Balletto ha confermato, Guadagnini ha smentito e annunciato che chiederà gli atti.
Dietro lo scontro fra schieramenti e persone, ormai andato oltre il buon gusto e il buonsenso, qualche elemento di novità sul caso Poetto ci sarebbe: nella determinazione con cui l'assessorato regionale all'ambiente ha approvato il progetto per il litorale (10 novembre 1999) risulta una serie di interventi che la Provincia non ha mai realizzato, nonostante alcune sollecitazioni arrivate anche dai banchi della maggioranza di centro-destra: la sostituzione della vecchia strada con una pista chiusa alle auto e aperta alle biciclette, la barriera frangivento, le assenze ai lati della nuova strada, la vegetazione psammofila per completare il cordone dunale (che non c'è), le nuove aree di parcheggio e soprattutto "un'attenta attività di monitoraggio" che valutasse la necessità di "un sollevamento del cordone dunale". Per rendersi conto di quanto sia stato fatto e quanto no basta un'occhiata all'area del Poetto: la vecchia strada è rimasta, le auto la percorrono regolarmente e al posto delle essenze ci sono i mega-ristoranti degli ex venditori di ricci. Un caos spaventoso, in ambiente sciatto e pericoloso.
L'ultimo battibecco - più pacato nei toni - riguarda il presidente Balletto e Marina Valdes (La Margherita): la consigliera ha chiesto informazioni sulle competenze della Provincia riguardo al parco di Molentargius e il presidente l'ha accusata di non difendere le prerogative della Provincia, suscitando una reazione fra il commiserante e il rassegnato. Infine i microfoni: Remigio Cabras (La Margherita) ha sollevato il problema dei microfoni nell'aula consiliare, per il quale l'amministrazione ha speso cifre da capogiro senza che l'impianto sia migliorato. Paolo Camedda ha chiesto al presidente di dirottare le spese per l'amplificazione alla Prefettura, ospitata dalla Provincia. Alla richiesta di Camedda si è affiancata Marina Valdes. Parola al Prefetto, che dei microfoni non sa che farsene.