pubblicato da Il Sardegna il 11 luglio 2008
Molentargius, rogo al canneto
duro verdetto sugli incendiari
Tribunale. Condanne fino ai quattro anni e sette mesi per due disoccupati di Quartu
Fiamme per attentare al
Parco di Molentargius, un gesto
punito con severità dal tribunale.
Tra i tre e i quattro anni e sette
mesi di reclusione il verdetto
inflitto a due disoccupati di
Quartu Sant'Elena, accusati di
aver distrutto il canneto di via
Fiume facendolo divorare dalle
fiamme. Il movente? Una banale
bravata. Per il tribunale, i responsabili
dello scempio - risalente
al 2 agosto 2005 - sono Manolo
Puddu, 25 anni, e Mauro
Piludu, amico e suo coetaneo.
Il primo è stato giudicato in
contumacia.. dall'inizio del processo
si è reso irreperibile. Per
lui la condanna più severa, 4 anni
e 7 mesi per i reati di incendio
e danneggiamento di “bellezze
naturali”, contro i 4 e 6 chiesti
dal pubblico ministero Rossana
Allieri. Più lieve la pena stabilita
dal giudice monocratico
Maria Cristina Lampis per Piludu,
condannato a tre anni e un
mese di reclusione per gli stessi
reati. La differenza è che il secondo
ha fedina penale pulita, e
il giudice ha riconosciuto come
prevalenti le attenuanti generiche.
Mentre su Puddu è pesato
un precedente guaio con la giustizia.
La sera del 2 agosto di tre
anni fa, i due furono visti in via
Fiume, una strada non certo
isolata, da un testimone che poi
li ha segnalati alle forze dell'ordine.
Non è chiaro con quale innesco,
i due avrebbero appiccarono
le fiamme alle canne che
sporgono sulla strada, apparenti
“sterpaglie” già deturpate in
questi anni da mano maldestra,
anche per fare spazio ai cantieri
per i lavori stradali. Il primo focolaio
si estese con velocità, generando
un secondo incendio. I
vigili del fuoco riuscirono a fermare
le fiamme quando ormai
un intero ettaro era cenere. Nella
concitazione dell'emergenza,
nessuno vide la mano incendiaria.
Ma qualche giorno dopo, un
testimone segnalò la presenza
dei due amici in via Fiume. Disse
di conoscerli di persona, salvo
poi negarlo durante il processo.
Ma in aula ha sostenuto
che fossero vicini al canneto un
istante prima che si scatenasse
l'inferno. Il giudice ha creduto
alla sua testimonianza, e ieri
mattina ha accolto in parte la richiesta
del pm Allieri, convinta
che andassero condannati entrambi
a 4 anni e 6 mesi. I legali
degli imputati, Ilide Cei e Enrico
Garofano sono certi che il testimone
non sia attendibile: «Si
è contraddetto», ha spiegato
Cei che annuncia ricorso in Appello
quando il giudice depositerà
le motivazioni.
di E.L.