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pubblicato da La Nuova Sardegna 11 luglio 2002

Molentargius, i lavori e le saline alla Regione


Firmata l'intesa con lo Stato: ora inizieranno le opere per l'ultima tranche di riqualificazione

CAGLIARI. I lavori di recupero di Molentargius e il compendio delle saline, passano alla Regione. Sulle opere di riqualificazione dello stagno il tira e molla col ministero è durato sei mesi. Il cuore del problema, che ha rallentato il tutto, è contenuto nell'articolo 5 dell'intesa sul passaggio dei lavori dallo Stato centrale alla Regione, firmata dal ministero dell'Ambiente, Altero Matteoli, e dal presidente della Regione, Mauro Pili. Vediamo. L'intesa porta a conclusione il passaggio di competenze alla Regione su due punti fondamentali. Il primo riguarda "l'attuazione di tutti gli interventi necessari per la realizzazione del programma di salvaguardia del litorale e delle zone umide dell'area metropolitana di Cagliari", in attuazione del decreto legislativo sul decentramento (il numero 112 del 1998). Il secondo, conseguenza del precedente, riguarda il fatto che la Regione succede alla Stato centrale nel "rapporto convenzionale con il consorzio Ramsar".
"L'efficacia della presente intesa", però (e qui entra in gioco l'articolo 5), "decorre a fare data dall'effettivo trasferimento dallo Stato alla Regione (...) delle relative risorse finanziarie". Come dire: il pregresso, ovvero il contenzioso tra il ministero e il Ramsar, non riguarda la Regione. L'applicazione del decreto legislativo 112 si porta dietro, poi, un altro importante risultato: la presa di possesso da parte della Regione delle saline di Molentargius, che dell'area umida sono parte integrante. Il passaggio definitivo, con la consegna di tutti gli ultimi aspetti dei lavori su Molentargius, dal Ministero alla Regione, avverrà venerdì mattina. Nel pomeriggio verrà effettuato un sopralluogo al depuratore di Is Arenas e al bacino del Simbirizzi che raccoglie parte delle acque reflue del depuratore. La cifra ancora da spendere, trasferita alla Regione, è di 47 miliardi di vecchie lire: per i lavori mancanti (il 60 per cento). "I lavori per il recupero dell'area umida di Cagliari dovranno essere conclusi entro il dicembre 2003 _ ha precisato l'assessore Pani _ e il fatto che l'amministrazione regionale ha ora il controllo di tutti gli interventi garantisce il superamento degli ostacoli che dal 1991 hanno rallentato le opere di bonific". "Nel compendio Molentargius-Saline abbiamo un salutare esempio di commistione tra Ambiente e Industria _ ha detto l'assessore La Spisa _ perchè l'estrazione del sale è un'attività industriale il cui prodotto è tanto migliore, quanto più è sana l'area di produzione. La produzione di sale è quindi la miglior garanzia per il mantenimento dell'equilibrio nell'area umida". L'assessorato dell'Industria ha informato di avere allo studio un progetto per il rilancio dell'attività estrattiva. Secondo gli esperti potrebbe essere possibile tornare ai raccolti di sale di centoventimila tonnellate all'anno, come accadde nel 1985, ultimo anno di produzione prima della sospensione, causata dall'inquinamento delle saline. "Gli studi ci confermano che è possibile incrementare la produzione fino a 130 mila tonnellate all' anno _ ha sottolineato l'assessore La Spisa _ e arrivare a un'occupazione di di 25 persone. Ora dovremo dare una nuova concessione mineraria per la coltivazione delle saline. Lo faremo con un bando di evidenza pubblica. Poi, dopo aver esaminato i progetti industriali che saranno proposti, verrà assegnata la nuova concessione". Gli interventi da eseguire per completare la bonifica dell'area umida, "caratterizzata anche da un'avifauna di eccezionale importanza scientifica", come ha precisato l'assessore Pani, riguardano: le opere di canalizzazione per garantire il bilancio idrico e il ricambio delle acque; gli impianti di distribuzione di acqua dolce per gli stagni che stanno a monte delle Saline; la bonifica delle aree perimetrali; il risanamento dell'area di Is Arenas; la viabilità interna al Parco Molentargius-saline; e le infrastrutture. Tra i lavori è compresa anche la bonifica dei residuati bellici e il progetto speciale fenicotteri con la realizzazione di isole di nidificazione, in zone protette degli stagni, e di zone di osservazione.
di R. P.