pubblicato da L'Unione Sarda 11 luglio 2002
Balletto, colloquio alla Procura
Martedì mattina un incontro "volontario" con il titolare dell'ufficio Carlo Piana
Il presidente della Provincia: ma il Poetto non c'entra
L'inchiesta della Procura della Repubblica cagliaritana sul ripascimento del poetto prosegue celere. E in ambienti della Provincia circolano con insistenza indiscrezioni
sull'invio dei primi avvisi di garanzia nei confronti di alcuni funzionari dell'amministrazione. Indiscrezioni non confermate, ma - da alcuni - nemmeno smentite. C'è di vero, però, che il presidente della
Provincia Sandro Balletto martedì mattina ha fatto una visita al procuratore della Repubblica Carlo Piana, al terzo piano del palazzo di giustizia. Balletto conferma la visita,
ma non che sia stata in relazione al Poetto: «E' vero, sono stato dal dottor Piana, ma per questioni strettament personali, nulla a che fare con il ripasciemnto». Fonti ben informate riferiscono che il presidente si sia recato in procura
per duninciare per diffamazione a mezzo stampa il senatore dei Verdi Sauro Turroni che un mese e mezzo fa aveva accusato l'amministrazione provinciale per pubblicità ingannevole dopo la distribuzione di un opuscolo sul Poetto che secondo Turroni era illustrato con foto false. Balletto
aveva seccamente smentito e preannunciato la denuncia. Se confermata, sarebbe la prima contromossa dell'amministrazione dopo la pioggia di accuse. Non è escluso che il presidente
abbia colto l'occasione per mettersi volontariamente a disposizione dei magistrati per fornire chiarimenti sull'appalto che ha dato il via ai lavori nell'arenile cagliaritano, pur non essendo
sottoposto ad indagini.
Chi smentisce categoricamente l'esistenza di avvisi di garanzia è l'assessore ai lavori pubblici Renzo Zirone: «Nessuno ha ricevuto avvisi di garanzia. E' vero, la voce circola da un mese, ma qui non risulta nulla». C'è di vero,
ma è noto da tempo, che ufficiali di polizia giudiziaria hanno sequestrato numerosi documenti negli uffici dell'assessorato. «Normale», conferma Zirone, «visto che ci sono stati numerosi esposti. Sa che cosa le dico? Che a noi fa piacere che ci sia
un'indagine, così sarà fatta definitivamente chiarezza sulla correttezza delle procedure che abbiamo seguito. E' stato fatto tutto alla luce del sole».
L'inchiesta, coordinata dai sostituti procuratori Mario Marchetti e Daniele Caria, ipotizza il reato di distruzione e deturpamento di bellezze naturali. Si cerca di verificare, tra l'altro, se è
stato rispettato il capitolato d'appalto. Alla fine di marzo i sommozzatori dei carabinieri hanno scandagliato il fondo marino per accertare la correttezza dei lavori svolti dai tecnici della draga Antigoon, che
ha aspirato la sabbia e l'ha poi riversata nel tratto dell'arenile tra la prima e la quarta fermata. Gli inquirenti puntano anche a stabilire in quale punto sono avvenuti i prelievi di sabbia e sino a quale profondità si è spinta la draga.
Secondo il decreto del ministero dell'ambiente, che ha autorizzato i lavori di ripascimento, l'area di prelievo doveva essere contenuta entro i confini di un quadrilatero indicato nel capitolato d'appalto.
L'area di prelievo, inoltre, non doveva superare i mille metri per 400, oltre le tre miglia nautiche dalla costa e a distanza non inferiore a 750 metri dalla vicina prateria di posidonia oceanica.
L'inchiesta punta a verificare se tutto questo è stato svolto correttamente.
di Re. Cro.