pubblicato da L'Unione Sarda 11 aprile 2009
«Balletto non doveva vigilare sui lavori»
Poetto. La Corte d'Appello ha accolto la tesi dei difensori dell'ex presidente della Provincia
Il giorno dopo Sandro Balletto si gode l'assoluzione. La notizia della sentenza che ha ribaltato il verdetto di primo grado è di quelle destinate a far parlare per giorni e ieri al Palazzo di giustizia teneva banco in tutte le conversazioni.
Secondo la Corte d'Appello che ha assolto l'ex Presidente della Provincia per non aver commesso il fatto, la spiaggia del Poetto è stata sì danneggiata ma l'organo politico non aveva il potere di sospendere i lavori per evitare il disastro ambientale. Per capire meglio bisognerà aspettare le motivazioni, fra 90 giorni, intanto però si può senz'altro affermare che i giudici hanno accolto le tesi degli avvocati Rodolfo Meloni e Massimiliano Ravenna. In due ore e mezza di arringa appassionata l'avvocato Meloni, il difensore che sin dal primo momento ha seguito la vicenda processuale di Balletto, ha ripercorso le tappe del ripascimento: dal progetto studiato dalla precedente amministrazione fino all'avvio dei lavori, l'8 marzo 2002 quando la draga olandese Antigoon ha pescato dal mare la sabbia poi riversata sull'arenile.
Il discorso della difesa è stato lineare. In sostanza, il colore della sabbia era l'unico parametro che, secondo i consulenti tecnici, è stato in qualche modo rispettato, a differenza di granulometria e caratteristiche mineralogiche. Dunque, se Balletto fosse intervenuto perché la sabbia era troppo scura avrebbe messo in discussione un elemento che invece rispettava i requisiti del progetto.
Quanto ai poteri di intervento del presidente della Provincia, gli avvocati Meloni (nell'ultima udienza ha consegnato ai giudici una memoria di 110 pagine con allegati tutti i documenti a sostegno delle tesi difensive) e Ravenna hanno messo in evidenza che non esisteva la cosiddetta posizione di garanzia: il Presidente della Provincia, insomma, non aveva l'obbligo giuridico di vigilare affinché altre persone non rovinassero la spiaggia, nessuna norma lo prevedeva. Non solo: è del tutto indimostrabile che se Balletto avesse chiesto ai tecnici di sospendere i lavori questi lo avrebbero fatto. Dal momento che hanno sempre difeso strenuamente il loro operato, bloccare il ripascimento avrebbe significato ammettere l'errore.
di Maria Francesca Chiappe