pubblicato da Il Sardegna 11 aprile 2009
Ripascimento, Balletto è innocente
«Chi rimetterà a posto la sabbia?»
Ripascimento. Le reazioni della gente il giorno dopo la sentenza
È innocente, lo hanno
detto i giudici. Sandro Balletto
non ha nessuna responsabilità
per lo scempio del Poetto. Una
sentenza che ha iniziato a volare
di bocca in bocca non
appena veniva letta giovedì
mattina nell'aula di tribunale.
Da lì è rimbalzata alle tv, su
internet, per essere poi trasferita
sulle pagine dei giornali.
Che ieri erano sui tavolini
dei chioschi della spiaggia dei
Centomila. E qui, ieri mattina,
in un litorale affollato grazie
alla tregua del maltempo, non
c'era nessuno che non sapesse.
Le sentenze, è prassi, non si
commentano. Ma in questo caso
il tribunale cagliaritano, del
popolo, si esprime. Sull'opportunità
dell'intervento. «Non
poteva fermare i lavori? Questa
sentenza mi sembra una delle
solite storture italiane». David Egidi abita qui da nove anni,
vicino alla prima fermata del
Poetto. Parla dell'assoluzione
in Appello di Sandro Balletto,
appena scampato a una condanna
a 10 mesi per danneggiamento
ambientale. Ai lavori
di ripascimento David ha assistito
ogni giorno con i suoi
occhi. Non è sardo. «Mia moglie
lo è, ed è molto più arrabbiata
di me. Se per quello
tutti gli abitanti della zona lo
sono».
NESSUNO da queste parti ha
preso bene la notizia della sentenza.
«Vivo qui e ricordo tutto,
le navi qui davanti che prendevano
la sabbia», racconta Erica Granara. «Lo so - dice
Sergio, il marito - tutta questa
faccenda l'ha colpito quando
era all'apice della carriera politica,
e questo mi dispiace, ma
stiamo parlando di politici, di
amministratori della cosa pubblica.
Che lo facciano bene allora.
C'è da chiedersi ora a chi
passerà la patata bollente del
Poetto. Se ne dovrà occupare
Cappellacci.. Per chiunque non
sarà facile». Nel 2002 la sabbia
non c'era più e per Alessandro
(vive al Poetto pure lui), «qualcosa
andava fatta, ma non così,
non in questo modo», spiega
indicando il tratto di spiaggia
che arriva fino a Marina Piccola.
Davvero non è facile trovare
qualcuno contento. Di certo
non alla prima fermata. Non
nei primi chioschi sul lungomare
dove il ripascimento ha
prodotto i danni maggiori. Dove
già prima del 2002 la spiaggia
si riduceva a vista d'occhio.
Bisogna arrivare fino all'Emerson
per incontrare qualcuno
che sta dalla sua parte. Occhiali
scuri e abito gessato, in
evidente pausa pranzo, Carlo
(di dire il cognome non se ne
parla proprio) è orgoglioso di
manifestare la sua contentezza
«per l'assoluzione di Sandro.
Perché se un gruppo di tecnici
pagati per trovare una soluzione,
poi la porta al presidente
della Provincia e gli dà garanzie,
bene, il presidente in
questione deve potersi fidare.
Ai politici si possono rimproverare
tante cose, ma non questa.
Balletto si fidò dei tecnici
che gli avevano assicurato la
riuscita del progetto. Tutto
qui». Poi un paragone, macabro
ma calzante: «Se ti dicono
che la tua casa è antisismica,
che cosa fai? Ti fidi o
no? Ti devi fidare. Per forza». E
una specificazione: «Politicamente
non la penso neanche
come Balletto. Siamo agli opposti».
MA L'EMERSON è solo un'oasi.
E anche piccola. Pochi metri
più avanti la musica ritorna
uguale. Due ragazzi e una ragazza
davanti allo Zen. Cosa
pensate dell'assoluzione di Balletto? «Tutto il male possibile»,
risponde uno di loro, Cristian
Tabbò, l'unico non sardo tra le
altre cose. Ma non per questo
poco informato: «Io sono di
Milano e faccio su e giù per
lavoro». Fa l'avvocato: «Una
sentenza a dir poco sorprendente,
inaspettata, anche alla
luce di quanto deciso in primo
grado. Vediamo come si comporterà
la Cassazione, che comunque
non entrerà più nel
merito». L'impatto mediatico
della vicenda ripascimento è
stato enorme. Chiunque si trovi
in città anche per brevi periodi
si fa un'opinione in proposito.
Perlopiù negativa. Filtra
notizie che gli vengono raccontate:
quanto era bello il
Poetto prima del 2002, quanto
l'hanno rovinato, un disastro
ambientale, eccetera. La voce si
è propagata ovunque, persino
all'estero. Anche in Spagna.
Hector è spagnolo, vive a Cagliari
da nove anni per lavoro.
«Da quando sono arrivato non
fanno altro che dirmi quanto
fosse bianca la sabbia prima
del 2002. Ho seguito la vicenda
di Sandro Balletto sui giornali
e non mi sono fatto un'opinione
su di lui. Non ho mai
visto la spiaggia com'era prima,
ho conosciuto il Poetto così
com'è e lo trovo meraviglioso
comunque»
di Roberto Murgia