pubblicato da L'Unione Sarda 11 febbraio 2006
Nessuno vigila sul Parco
I randagi ci sono ancora, al Molentargius. Dopo la prova di safari di dieci giorni fa con forestali e squadre di cattura, nessuno è più tornato nelle strade polverose dell'area umida a caccia di cani. Adesso il tempo stringe: la nidificazione dei fenicotteri è alle porte ed è necessario rimediare con urgenza. Nei giorni scorsi Asl, ranger e polizie municipali si sono incontrati per concordare i piani di azione, ma, per ora, non si è andati al di là dei sopralluoghi. «L'attività è in moto», spiega il direttore del Consorzio Ramsar Giampiero Vargiu, «le funzioni sono state delegate e tutto è in mano al servizio veterinario Asl, ai forestali e alle squadre di cattura. Il fatto è che durante le ispezioni è stato valutato che i cani randagi sono veramente pochi. In realtà, quelli da tenere sotto controllo sono al Molentargius sono i cani di proprietà'. Per questo,è stato deciso che, contemporaneamente alla cattura, prenderà il via il censimento di tutti i cani presenti nelle case all'interno del parco. «Inviteremo inoltre i proprietari», aggiunge Vargiu, «a dotare gli animali di microchip. Per questo stiamo preparando un volantino con le procedure da eseguire, che distribuiremo ai residenti nei prossimi giorni». Il piano per la vigilanza del Molentargius è solo all'inizio, ma non sembra essere un buon inizio. Anche dopo l'ordinanza prefettizia che elimina i confini territoriali per le polizie municipali, è difficile trovare i vigili a presidiare gli accessi, così via Don Giordi e via Molentargius restano quasi sempre sguarnite. I problemi non sono finiti: non c'è più traccia della sabbia sistemata alcuni giorni fa per coprire le buche, e le strade sono nuovamente dissestate. Furiosi i residenti, che adesso minacciano esposti e denunce, perché «non fanno altro che spargere sabbia polverosa, quando basta il passaggio di due auto per riportare la situazione alla gravità di prima». C'è un'ordinanza di divieto d'accesso, consentito solo ai residenti, e un limite di velocità di venti chilometri orari, ma sono davvero in pochi a rispettarlo. Molti continuano a usare le strade del Molentargius come alternativa al viale Marconi.
di Giorgia Daga