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pubblicato da La Nuova Sardegna il 10 aprile 2002

Parole e (mis)fatti dei Super-Attila


La spiaggia abbagliante, il sindaco travicello e i Cric e Croc dell'Apocalisse

Poetto addio, dunque. Addio alla spiaggia come l'hanno conosciuta, vissuta, amata i nostri nonni e padri, poi noi e i nostri figli. Mai più Luigi Pintor potrà evocare nei suoi libri (come l'aveva celebrata David Herbert Lawrence in "Sea and Sardinia") "l'abbagliante spiaggia africana" dell'infanzia indimenticata. L'hanno distrutta. Ne hanno fatto una copia di Ostia, che i romani frequentano con qualche ripugnanza. Per un mese ci hanno preso per i fondelli, giurando che sarebbe ridiventata candida. Ci hanno chiesto di non credere ai nostri occhi che vedevano quella poltiglia scura, quella ghiaia pietrosa color "merdona" che spandendosi in mare trasformava il fondale già cristallino in una succursale peggiorativa del litorale di Rimini. C'è voluta infine la sentenza di Pasquale Mistretta, con l'avallo degli esperti dell'Università non consulenti della Provincia o dell'impresa, per confermare quel che avevamo capito: il Poetto è kaputt, siamo al "disastro ambientale" dichiarato dallo stesso Rettore e del quale i responsabili devono rispondere. Ai cagliaritani di ogni colore, tutti perdutamente "poettisti". Se ne strafottono delle differenze politiche di fronte allo scempio di un simbolo della città. Col servizio del Tg1 di domenica, è peraltro diventato anche un simbolo negativo nazionale. Premio Super-Attila ai predatori della spiaggia perduta. Va subito rilanciato il premio Super-Attila per gli autori dei misfatti ecologici. Va assegnato non solo a quelli venuti alla ribalta. Anche a quelli defilati, corresponsabili per omissione passiva e attiva: tutti predatori della spiaggia perduta. Evitate strumentalizzazioni, invocano i loro sodali. Cosa c'è da strumentalizzare, in questo massacro a cielo aperto? Oltretutto continua, con solidarietà che semmai impongono di andare fino in fondo: oltre le coperture già date e che si vogliono estendere per insabbiare lo scandalo dell'insabbiamento devastante. Allucinante il voto della maggioranza comunale. Ha respinto la richiesta delle opposizioni per una commissione scientifica autonoma. Poi ha approvato le penose dichiarazioni del Sindaco: sulla questione, il Consiglio è riconvocato fra un anno. Dovremmo riparlarne fra un anno: nel frattempo, zitti e buoni per non disturbare i manovratori. Il circuito perverso Provincia-Comune-Regione. Se lo scordino. Non è aria di ipocrita politically correct. I cagliaritani sono furiosi. Anzi, incazzati neri: come e più dell'arenile. Qui non si giudica il colore politico ma gli atti concreti di chi ha sconciato la spiaggia: chiunque l'avesse fatto. Del resto, chiediamoci come avrebbe reagito il Polo se alla Provincia ci fosse stato ancora il centrosinistra. Avremmo già visto Vittorio Sgarbi denunciare (giustamente) in tv e sui giornali il flagello dei comunisti. Cagliari sarebbe tappezzata di manifesti. Taormina dal Poetto invocherebbe l'incriminazione e l'arresto dei responsabili. Avremmo processioni a mare, magari con Berlusconi convinto da Mauro Pili (non fiata), che avrebbe riversato una manciata di candida sabbia: come la bottiglia d'acqua elettorale svuotata nella diga sul Tirso. Il Polo delle sciagure - spalmato in Comune, Provincia e Regione - ringrazi gli stenterelli dell'opposizione tremolante: si limitano a documenti e dichiarazioni mentre sul campo a protestare vanno i soliti e pochi noti, a partire dal sempre straordinario Giovanni Lilliu. Coperture da smascherare. Ormai si sa quasi tutto ma ci sono punti sull'appalto che dovrà chiarire la magistratura (anche la Corte dei conti), per eventuali altri profili di responsabilità. Vanno precisati i ruoli, che non riguardano solo la Provincia, Balletto e Zirone. Dai due si è visto e sentito di tutto. Si è capito che si sono mossi con un mix di decisionismo grottesco, sicumera, presunzione e imprudenza intollerabile. Sono esperti di propaganda, come l'orgia di manifesti per la nuova strada del Poetto (pappa trovata pronta grazie al vituperato centrosinistra). Lo slogan era: "Poetto, dalle parole ai fatti". Va aggiornato: "Poetto, dalle parole ai (mis)fatti". Si coprono dietro i pareri dei tecnici. Fossero anche stati i migliori del mondo, era dovere assoluto dei politici procedere con i piedi di piombo. Con interventi limitati nello spazio e diluiti nel tempo. Su questo ha battuto Mariano Delogu, ricordando che i lavori dovevano essere graduati in due anni, non con un'alluvione irreversibile sulla spiaggia in due settimane. Legambiente aveva subito chiesto il blocco dei lavori, per l'evidente scempio avviato. Sciacalli, catastrofisti, cialtroni pseudoambientali. E il premiato binomio della Provincia, come andrebbe ora etichettato? I Cric e Croc dell'Apocalisse, il duo Merdonas del Poetto color topo, i Faccetta nera della spiaggia ora cromaticamente "africana"? Ma il Poetto è del Comune o della Provincia? Sapevamo che il Poetto è anche del Comune. Da un mese ci siamo convinti che sia pertinenza della Provincia. Balletto e Zirone ne disponevano come "cosa loro". Col Sindaco Emilio Floris che non ha fiatato fino a lunedì. Per dire che non sapeva, che il Comune era stato tagliato fuori e i suoi tecnici ricusati. Ma quale Sindaco non travicello avrebbe consentito lavori di quella portata senza controllare minuto per minuto, metro per metro, su un patrimonio indisponibile della sua città? Omissione, sudditanza verso Balletto, silenzio-assenso per solidarietà di partito, futuro ripascimento elettorale in sinergia? Comunque sia, una responsabilità primaria e ineludibile. Fosse stato sindaco Mariano Delogu, per come lo conosciamo e ha operato, alle prime avvisaglie del disastro avrebbe mandato Balletto e Zirone a scopare il mare e bloccato tutto. Non avrebbe consentito lo scippo di sovranità e responsabilità. Anzi, avrebbe preventivamente consentito solo lavori graduali e sorvegliatissimi: com'era previsto e si doveva fare. Cari struzzi politici, fuori la testa dalla sabbia nera. Allora, agli struzzi politici che hanno nascosto la testa sotto la sabbia nera diciamo: tiratela fuori, siete scoperti e responsabili. In Provincia, in Comune e anche alla Regione. L'assessore all'ambiente, il buon Emilio Pani, ha ugualmente avallato l'operazione prendendo per oro colato le "garanzie" addotte dalla Provincia. E' un vecchio cagliaritano, già assessore comunale e ora regionale: in questo ruolo aveva precisi obblighi di controllo, preventivi e in corso d'opera. Dove, come, quando li ha esercitati? In sintesi, tre amministrazioni con la stessa formula politica si sono subìte o ignorate e infine coperte a vicenda, facendo venir meno i controlli incrociati che avrebbero evitato lo scempio. Un esempio da manuale di corto circuito rovinoso da monocolore politico. Non ci frega un beneamato niente dei loro destini politici. Ci duole solo il Poetto perduto. Non metteremo la testa sotto la "loro" sabbia (?). Non c'è scolorina per la nera ghiaia pietrosa. Non potrà sbianchettarsi chi l'ha tirata addosso alla città
di Giorgio Melis