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pubblicato da L'Unione Sarda il 10 aprile 2002

«Sarà sabbia nera per sempre»


Le analisi di Cnr e Università sconfessano la provincia

Distacco da studioso davanti a dati scientifici: « Granulometria e composizione chimica e mineralogica della nuova sabbia del Poetto sono diversi da quelli della rena presistente. Il colore? In natura può succedere di tutto, ma la nuova sabbia avrà grosse difficoltà a diventare bianca». Dietro la sua scrivania al primo piano del Dipartimento di Geoingegneria e Tecnologie Ambientali (Centro studi Geominerari e mineralurgici del Cnr) della facoltà di Ingegneria, il professor Alberto Marcello traduce cinque diagrammi e un elaborato ottenuto con la microsonda: «Spiegano la composizione e le caratteristiche della nuova rena». Spinto dalla curiosità scientifica e sollecitato da un ivito del rettore Pasquale Mistretta, il professor Marcello e altri dieci docenti-specialisti nei diversi settori della geoingegneria hanno studiato la sabbia grigio-topo che la draga Antigoon ha pescato da una profondità di 46 metri a tre miglia da Capitana e poi riversato nel tratto di spiaggia compreso tra la prima fermata e lo stabilimento dell'Aeronautica. «Non abbiamo fatto uno studio su tutta la spiaggia», spiega Marcello, «ma analizzato tre campioni della nuova sabbia e uno di quella vecchia». Esami accurati, divisi in tre parti: «Una di prelievo di campioni di depositi, comprendenti ciottoli e sabbia nuova e vecchia, nella parte iniziale e anteriore dell'Aeronautica, una seconda fase di lavaggio dei campioni per eliminare i cloruri presenti e l'ultima di analisi». Terza fase che ha riguardato lo studio granulometrico, la pesatura delle frazioni e la ricostruzione in percentuale delle singole frazioni e l'elaborazione dei dati.
Primo risultato, la granulometria della nuova sabbia che sembra ghiaia. «Nessun dubbio», chiarisce Marcello, «La distribuzione granulometrica è estremamente diversa sia per dimensione media sia per dispersione: la vecchia è tutta compresa tra 0.1 e 0.3 mm, mentre la nuova presenta solo un 20 per cento su questo intervallo». L'analisi chimica è stata eseguita su diverse frazioni. «Su 50 grammi del campione di sabbia stesa nella parte anteriore dell'Aeronautica sono stati stimati l'1 per cento di sostanza organica direttamente liberabile e 50 per cento di carbonati. Stessa procedura su 50 grammi del campione di sabbia vecchia: abbiamo ottenuto un contenuto di carbonati 5-6 per cento. La diversa composizione mineralogica delle due sabbie è evidente». Il professor Garbarino, specialista tra i più autorevoli in Europa, ha studiato alla miscrosonda elettronica la composizione della frazione carbonica dei campioni. I risultati hanno evidenziato che alla fase carbonatica si associano "concentrazioni ospitate all'interno delle strutture conghigliari", riferibili con molta probabilità a "materiali organici, talvolta accompagnati da fine diffusione di pirate". Ancora nero su nero. Per non parlare dei "clasti litoidi della nuova sabbia, scuri da diverse decine di milioni di anni". Marcello conferma: «La nuova sabbia avrà grosse difficoltà a diventare bianca».
di Pietro Picciau