pubblicato da L'Unione Sarda il 10 febbraio 2008
I pellicani atterrano sul Molentargius
Il fatto. I rarissimi volatili migratori scoperti giovedì dagli operai dell'oasi naturalistica
Di sicuro non erano fenicotteri. E neppure gabbiani. Nessuna delle circa centottanta specie che abitualmente volano, svernano e nidificano sul Molentargius. Erano uccelli bellissimi, enormi, strani . «Strani e mai visti prima», come li hanno definiti gli operai del parco, i primi ad avvistarli giovedì mattina, poco prima che una scolaresca quartese, la quinta “C” del secondo circolo Foscolo, gridasse al miracolo per l'incontro ravvicinato con questi giganti del cielo dall'apertura alare di quasi tre metri.
Un avvistamento rarissimo, visto che la Sardegna non è certo meta abituale di questi migratori presenti invece in Grecia, Turchia, Romania, Delta del Danubio e Russia e più a sud, nel Nord Africa orientale, dove svernano.
E mentre lo stormo planato a Bellarosa Minore è tenuto sotto stretto controllo in questi giorni dagli ornitologi del parco guidati dalla dottoressa Alessia Atzeni e dagli agenti del Corpo forestale, a Feraxi, la spiaggia di Muravera antistante la laguna, altre tre esemplari sono stati avvistati dai pescatori. Ma i volatili erano riversi sull'arenile ormai morti. Mentre nel pomeriggio un pellicano è stato avvistato e fotografato a Kal'e Moru. «Non mi è sembrato in gran forma», dice il fotografo naturalista, Gianni Sirigu, autore di numerosi libri sui rapaci.
Insomma, gli occhi sono ora tutti puntati su questo importantissimo evento che fino ad oggi aveva un solo precedente, la scoperta di una coppia avvenuta sempre a Molentargius otto anni fa. «Forse due esemplari sfuggiti alla cattività», precisa il direttore del parco, Mariano Mariani. «Nel 2006, in Italia, ci sono state segnalazioni di Pelecanus onocrotalus , la stessa specie oggi scoperta in Sardegna, nella piana fiorentina, a Udine, nel Ferrarese, a Novara, Gorizia, Ancona, Terni e Modena. Ciò che si è verificato da noi assume un carattere eccezionale proprio per il numero degli esemplari che fa pensare ad animali selvatici e non, come accade spesso, sfuggiti dalla cattività».
Per il presidente del Consorzio e sindaco di Quartu, Gigi Ruggeri, «la presenza di questi rari volatili rappresenta la conferma di quanto sia importante aver creato il parco di Molentargius, un sistema artificiale costato 110 miliardi e che ha creato un equilibrio ambientale capace evidentemente di attirare molte specie di volatili e adesso anche i pellicani». Spiega la biologa Alessia Atzeni: «L'Italia si trova al di fuori delle normali rotte migratorie di questi volatili, mentre l'evento di questi giorni conferma l'importanza della Sardegna e in particolare del Molentargius per la sosta e il passo di molte specie avicole». Anche per questo la Forestale istituirà tra breve la nuova stazione di Cagliari-Molentargius, indispensabile per garantire un controllo adeguato nel parco. «E questo grazie soprattutto all'ingresso di centoquattordici nuovi agenti», dice il direttore dell'Ispettorato, Giovanni Monaci.
Intanto, per evitare il sovraffollamento di curiosi nella zona scelta dallo stormo tra i canneti dell'area umida forse per riposare durante la lunga traversata (la speranza è che i pellicani restino fino alla primavera, il periodo della deposizione delle uova), l'ente parco ha già predisposto un calendario visite guidate. Una scelta decisa per gli appassionati di birdwatching , ma anche a chi vorrà osservare da vicino animali fino ad oggi visti solo in tv grazie ai documentari naturalistici. «Il primo appuntamento, riservato a fotografi e cine-operatori, è fissato per giovedì con ritrovo alle 11 negli uffici del parco, il secondo rivolto ad un pubblico più ampio è per domenica 17 alle 9,30. Ciò che chiediamo è la prenotazione telefonando allo 070-379191 visto che le visite saranno a numero chiuso per evitare di disturbare eccessivamente questi volatili e magari farli andar via dal Molentargius», conclude il direttore, Mariano Mariani.
di ANDREA PIRAS