Parco Molentargius
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pubblicato da La Nuova Sardegna 10 febbraio 2008

Molentargius, arrivano anche i pellicani

Quindici esemplari nella laguna, l’ultimo avvistamento otto anni fa

QUARTU. Settimana ricca di novità per il Parco di Molentargius-Saline. Dopo l’acquisizione degli immobili in capo ai Monopoli di Stato, formalizzata mercoledì, ieri mattina i vertici del Consorzio di gestione e gli esperti del Corpo forestale e di vigilanza ambientale hanno annunciato una seconda, buona novella: quindici esemplari di pellicano soggiornano da alcuni giorni all’interno dell’area umida. Fatto alquanto raro - l’ultimo avvistamento risale a otto anni fa - biologi e ornitologi stanno tentando di capire cosa possa aver spinto questo particolare uccello a fare capolino sulla costa sarda, posto che di norma le rotte migratorie seguite dai pellicani non attraversano l’Italia. ‹‹La spiegazione più plausibile - hanno detto ieri mattina in conferenza stampa i rappresentanti del Parco - riguarda i mutamenti climatici e il surriscaldamento globale. Inoltre, si presume che gli uccelli siano arrivati dal nord Africa o dall’Europa orientale››. L’eccezionalità dell’evento è legata non solo alla “visita inusuale”, ma anche al fatto che una presenza così numerosa faccia pensare ad una colonia selvatica e non, come spesso è accaduto in relazione ad episodi simili, ad esemplari sfuggiti alla cattività. Insomma, il complesso e delicato habitat del Molentargius conferma di essere in buona salute e continua ad accogliere nuove specie di uccelli. Da ricordare, su questo versante, che all’interno del Parco nidificano in pianta stabile oltre centottanta varietà ornitologiche, dal rarissimo e ultra protetto pollo sultano passando per l’avocetta, la gallinella d’acqua, l’airone cinerino e, naturalmente, il fenicottero. ‹‹Cogliamo questa occasione - ha detto il presidente del Consorzio di gestione Gigi Ruggeri - per ribadire la necessità di poter disporre di finanziamenti sicuri, parliamo almeno di un milione e mezzo di euro l’anno, per garantire almeno la manutenzione ordinaria e non perdere tutto il lavoro di riqualificazione e valorizzazione dell’area svolto fino ad oggi››.
di (p.s.)

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