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pubblicato da La Nuova Sardegna il 9 dicembre 2003

Poetto: «Cagliaritani, chiedete i danni»


CAGLIARI. La via giudiziaria sembra proprio essere quella più probabile per cercare di ottenere un ripristino delle condizioni naturali del Poetto: parole di Stefano Deliperi, responsabile del Gruppo di Intervento giuridico, che in una nota diffusa ieri rilancia l’invito a costituirsi parte civile nei confronti di chi ha provocato il disastro della spiaggia. I danni d’altronde sono ormai sotto gli occhi esterrefatti di tutti: d’estate l’arenile è grigio-topo, in autunno basta una pioggia insistente e si formano lagune e acquitrini duri a sparire. L’immagine del Poetto è ormai una cartolina in bianco e nero, desolante quanto l’incredibile arroganza e superficialità con cui la Provincia guidata da Sandro Balletto - e su tutti l’assessorato ai lavori pubblici di Renzo Zirone - ha gestito l’operazione-ripascimento, in barba a qualsiasi precauzione. La spiaggia ormai devastata e le mareggiate che dovevano renderla più ‘naturale’ hanno completato l’opera di distruzione. «Già nello scorso agosto - scrive Deliperi - consulenti dei pubblici ministeri Daniele Caria e Guido Pani avevano consegnato la loro perizia che sembra individuare pesanti ‘errori’ nell’attività di ripascimento. Errori ancora più devastanti secondo le dichiarazioni del comandante Aimone Costa, fra i principali esperti della società Mms che svolse gli studi preparatori sul Poetto, largamente disattesi in sede esecutiva». La procura indaga, l’inchiesta giudiziaria è in corso ma nel frattempo le conseguenze delle scelte sbagliate si aggravano, giorno dopo giorno. Nel grande arenile del Poetto si è formata una enorme depressione, dove l’acqua piovuta dal cielo o scaraventata sul litorale dalle mareggiate ristagna per settimane. E’ vero che accadeva anche prima del ripascimento, ma allora il profilo della spiaggia era naturale e pian piano le acque defluivano verso la battigia. Ora non più. Le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo di Intervento giuridico hanno inoltrato alla Procura della Repubblica e alla Procura regionale della Corte dei conti due esposti con richiesta di accertamenti sulle modalità del ripascimento, sul rispetto del progetto e del capitolato d’appalto. Ed ora si preparano a costituirsi parte civile «per tutelare le ragioni ambientali e dei numerosissimi cittadini che hanno già moralmente giudicato il preteso intervento di risanamento ambientale». Le due associazioni raccoglieranno le adesioni dei cagliaritani che volessero costituirsi direttamente parte civile e svolgere azione per danno ambientale al posto del comune di Cagliari nel caso in cui l’amministrazione Floris non intendesse tutelare il proprio diritto al risarcimento dei danni. Un altro intervento verrà proposto - annuncia Deliperi - nell’eventuale procedimento per danno erariale. Nei giorni scorsi il consigliere comunale Marco Espa, della Margherita, ha proposto insieme agli altri consiglieri del centro-snistra all’amministrazione di avanzare una richiesta di danni per il disastro del Poetto. «Infatti l’articolo 18 della legge 349 del 1986 prevede la risarcibilità del danno all’ambiente a favore dello Stato. In questo caso l’azione di risarcimento del danno ambientale può essere promossa dallo Stato, nonché dagli enti territoriali nel cui territorio siano localizzati i beni danneggiati».