pubblicato da La Nuova sardegna il 9 aprile 2004
"Dune? Per salvare cosa?"
CAGLIARI. "Sì, le dune. Certo, bisogna fare anche quelle. Ma Zirone e Balletto dovrebbero spiegarci un'altra cosa, come faranno a risolvere il problema dell'acqua del mare. E' torbida, sporca... contano di fare qualcosa o resterà tutto com'è?": la domanda, di taglio chiaramente provocatorio, è di Marina Valdes, consigliera provinciale della Margherita, da sempre impegnata sul fronte del Poetto. Nessuno l'aveva invitata, ma la rappresentante dell'opposizione ha comunque partecipato all'incontro promosso dall'amministrazione Balletto per presentare e discutere il progetto di costruzione del cordone dunale: "Sugli aspetti tecnici bisognerà fare le valutazioni necessarie - avverte Marina Valdes - ma è evidente che si tratta di un'operazione decisa per migliorare l'immagine devastata della giunta Balletto dopo il disastro della spiaggia. Infatti di quanto è stato fatto si sono guardati bene da parlarne, anzi Balletto ha esplicitamente proibito a tutti di parlare di ripascimento. Vogliono solo discutere sulle dune, ma per quanto importanti le dune non serviranno a risolvere la situazione spaventosa in cui versa il Poetto".
Ignazio Congiu dei Ds liquiderebbe tutto in tre parole: "E' una buffonata". Poi spiega: "Le dune avrebbero avuto un senso se la il materiale utilizzato per il ripascimento fosse sabbia, ma in queste condizioni che cosa dovrebbero trattenere, queste dune? La spiaggia è una piattaforma di calcestruzzo e argilla, parlare di dune è una beffa per chi ancora non si è rassegnato a vedere il Poetto distrutto". Chiusura inevitabile: "E' un'operazione di sapore elettorale, per giunta di basso profilo".
Andrea Busia, capogruppo della Margherita, taglierebbe corto con una semplice considerazione: "Si tratta di un'operazione elettorale, non c'è altro". Poi spiega: "Il ripascimento del Poetto è stato compiuto se non sbaglio due anni fa, è quantomeno sospetto che solo adesso, a pochi mesi dalle elezioni, s'accorgano di aver dimenticato le dune".
Busia legge comunque nel tentativo di completare il progetto l'ammissione di un errore: "E' la presa d'atto del fallimento, Balletto e Zirone si sono resi conto di quello che hanno fatto e ora cercano di rimediare come possono". Nessuno però sembra volerli fermare: "E' incomprensibile il silenzio del sindaco Floris - osserva Busia - io sono sindaco a Siliqua, se qualcuno mi distruggesse il patrimonio più prezioso del territorio comunale, qual è sicuramente il Poetto per Cagliari, non resterei a guardare. Invece Floris si limita a commenti cauti, poi lascia fare. Si vede che si fida. Beato lui. Perchè messa in conto l'esperienza compiuta, l'atteggiamento dovrebbe essere diverso. E comunque l'amministrazione comunale dovrebbe assumersi le proprie responsabilità, mi pare che la spiaggia del Poetto sia un bene anche comunale. O no?".
Un richiamo alla prudenza arriva anche da Giulio Matzeu, capogruppo dei Ds in consiglio provinciale: "Con quello che è accaduto due anni fa io dico che si dovrebbe almeno riflettere, prima di andare avanti. Invece sono già pronti a mettere in moto le ruspe, per costruire queste dune... eppure l'esperienza dovrebbe servire a qualcosa. Il consiglio provinciale fra l'altro non è stato coinvolto per nulla, abbiamo saputo di questo progetto per le dune dai giornali.
E' chiaro che alla ripresa dei lavori consiliari, dopo Pasqua, chiederemo spiegazioni".
di M. L.